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Vaccini anche ai ragazzi a partire dal primo luglio per ripartire in sicurezza con le scuole: via libera da Pfizer per la fascia 12-15 anni

Anche in Italia i ragazzi potrebbero essere presto vaccinati. L’ipotesi è di fare i vaccini a chi ha fra i 12 e i 15 anni a partire dal primo luglio. Il via libera di Ema, l’agenzia europea del farmaco, all’utilizzo di Pfizer per i ragazzi dovrebbe arrivare a giugno. Seguirebbe quello dell’Aifa e dall’estate potrebbe essere messa in campo una campagna di vaccinazione per i più giovani.


Cosa fanno gli altri Paesi

L’obiettivo è mettere in sicurezza tutti i ragazzi e quindi far ripartire la scuola a settembre senza didattica a distanza, ma solo con lezioni in presenza.

La Germania sta seguendo la stessa logica. Il ministro della Salute Jens Spahn ha spiegato: «I giovani dovrebbero avere la possibilità di ricevere almeno una dose del vaccino prima dell’inizio della scuola».


Negli Stati Uniti è già arrivato il via libera per questa fascia di età all’utilizzo del vaccino Pfizer e si sta studiando ora l’uso anche per chi ha meno di 12 anni. Il Corriere della Sera ha intervistato il dottor Robert Frenck che dirige il Gamble Vaccine Research Center del Cincinnati Children’s Hospital in Ohio uno dei primi cinque siti a testare i vaccini Pfizer sui 12-15enni. «Gli effetti collaterali sono gli stessi e si può usare la stessa dose, ma abbiamo anche misurato la risposta immunitaria e abbiamo visto che il gruppo tra i 12 e i 15 anni ha una risposta immunitaria significativamente maggiore, anche rispetto ai 16-17enni».


Il vaccino in questione è sempre Pfizer che in Italia è al centro di una diatriba. La multinazionale dice che la seconda dose deve essere data a 21 giorni dalla prima, invece il nostro paese ha allungato i tempi fino a 42 giorni. Secondo il Ministero della Salute sono le ricerche su milioni di dosi iniettate nel mondo a dimostrare che si possono allungare i tempi e quindi gestire con più agio le forniture.


Le parole di Locatelli
«L’intervallo tra la prima e la seconda somministrazione prolungato alla sesta settimana, quindi ai 42 giorni, non inficia minimamente l’efficacia dell’immunizzazione e ci permette di somministrare molte più dosi di vaccino» ha detto Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, ad Agorà su Rai Tre.

AstraZeneca agli under 60
Resta ancora aperta la questione AstraZeneca. Il commissario straordinario all’emergenza, Francesco Figliuolo, vorrebbe abbassare l’età di utilizzo dei vaccini ai cinquantenni. Ancora Aifa e Cts restano sull’indicazione data: dai 60 in su. Non è un obbligo, ma un suggerimento, visto che il vaccino è autorizzato dai 18 anni. Le dosi AstraZeneca ai più giovani servirebbero per accelerare la campagna, soprattutto in quelle zone dove molti anziani hanno rifiutato questo vaccino.

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