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Ambiente servizi, scatta il duello sulla presidenza e le bollette rincarano: tutti i nodi in sospeso nel dopo Gasparotto

Via Gasparotto, Gerolin “contro” Consorti significa San Vito contro Pordenone. In sospeso l’operazione Bioman. Il paradosso giudiziario legato a Mtf e Lignano

PORDENONE. Quattro nodi da sciogliere per superare lo stallo in Ambiente e servizi, dopo la decadenza del cda: nuovo consiglio di amministrazione; approvazione del piano economico finanziario da cui dipenderanno le tariffe, che saranno in aumento; acquisizione o meno della partecipazione in Bioman; contenzioso tra Mtf e il Comune di Lignano.

Il nodo presidenza


I due nomi sul tappeto al momento – l’ex consigliere regionale Daniele Gerolin (Pd) e il presidente di Gsm Antonio Consorti (in quota al centrodestra) –, pongono i soci a un bivio. Da un lato la strada è quella del mantenimento di uno stretto controllo Sanvitese, dall’altra di uno spostamento del baricentro fuori da San Vito. Se Consorti ha dato prova, anche in Gsm, di dialogare con tutte le forze politiche, è altrettanto vero che la sua amicizia e vicinanza al sindaco Alessandro Ciriani potrebbe essere vista coma una via per spingere nella direzione dell’aggregazione delle società dei rifiuti della provincia. Tertium non datur? Nel frattempo la società ieri ha chiarito che «che tutte le attività ordinarie proseguono con gli organi attualmente in carica». Non una parola di più: il riferimento è l’articolo 2386, comma 5 del codice civile.

Il nodo tariffe e investimenti
Il rinvio dell’approvazione del piano economico finanziario rinvierà – almeno nelle intenzioni dei sindaci – anche il successivo piano tariffario che potrà prevedere, per il 2021, incrementi massimi (la situazione varia Comune per Comune) fino al 3,6%. L’incremento nei costi per i Comuni, si tradurrà in aumento in tariffa e questo viene autorizzato in base a un tasso che tiene conto dell’ inflazione programmata, del tasso di efficientamento programmato e di eventuali miglioramenti qualitativi chenel caso di Ambiene e servizi sono stati riconosciuti per gli investimenti nella trasformazione del parco mezzi. Nel 2020 sono stati acquistati 34 mezzi a biometano e per l’anno in corso la società, come spiegato dal direttore Fabio Mior, prevede l’investimento in altri 6 mezzi, il completamento della progettazione di un nuovo stabile con un impianto fotovoltaico da 220 mila euro e mezzo milione per la raccolta del vetro colorato.

Il nodo bioman
Su 3 milioni di investimenti circa, per l’anno in corso, il piano industriale prevede anche 600 mila euro per acquisire l’1% di Bioman società privata che già anni fa fece litigare i sindaci perché Atap ne acquistò una importante partecipazione (poi venduta). L’operazione sarebbe questa: Ambiente e servizi ha bisogno di ricorrere al mercato per smaltire 13mila tonnellate l’anno di residuo organico. Con un accordo con la società, che fa seguito a una procedura di manifestazione di interesse a cui ha partecipato solo Bioman di Maniago e che contempla uno sconto sullo smaltimento a tonnellata e sulla fornitura di biometano da rifiuti, As risparmierebbe circa 144 mila euro l’anno. La società ha fatto fare una perizia su Bioman – società privata in cui è entrata anche Friulia di recente, con un 6,8% – e l’1% costerebbe 587 mila euro, costo ammortizzabile in pochi anni. L’operazione però preoccupa diversi sindaci.

Il nodo Lignano
Ciliegina sulla torta il contenzioso tra Mtf (partecipata al 99 % da Ambiente e servizi e all’1% dal Comune di Lignano) che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Lignano Sabbiadoro. La società ha portato in tribunale il Comune, per fatture contestate da 1,39 milioni, tra lo stupore generale. Al caso – come chiesto dai sindaci di Arba e Zoppola – sarà dedicato una prossima assemblea. Ma il sindaco di Lignano, Luca Fanotto, ha espresso ai colleghi la propria amarezza: «È come aver fatto causa a se stessi: che fine fa il rapporto contrattuale e l’investimento di Ambiente e servizi in Mtf se il giudice dovesse dichiararela decadenza del contratto? O se il Comune di Lignano dovesse rilevare non più un interesse nella partecipazione di Ambiente e servizi?».

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