I nuovi parametri del Governo: ecco come si calcolano i nuovi colori e quando scattano le misure più restrittive

UDINE. Già giovedì 13 maggio con le nuove regole Sardegna, Molise e Friuli Venezia Giulia entrerebbero nell’Eden della fascia bianca.

Ma quando presumibilmente lunedì 24 maggio entrerà in vigore il decreto che anticipa le riaperture e fissa i nuovi parametri d’accesso alle diverse fasce, il gruppetto in maglia bianca potrebbe infoltirsi. Candidate a entrare in quest’ultima fascia sono l’Abruzzo, con un’incidenza di 68 casi settimanali ogni 100mila abitanti, la Liguria che è a 71, Trento e Bolzano, a 74 e 77 casi, l’Umbria a 70 e il Veneto che ha un’incidenza a quota 80.

Qualche possibilità anche per la Lombardia, che attualmente registra 97 casi settimanali, ma è in fase di decisa decrescita. In tutto un gruppo di 10 regioni, mezza Italia, si troverebbe a tornare alla quasi normalità. Perché nel colore dove finora è transitata solo la Sardegna il coprifuoco non c’è più, le scuole sono tutte aperte e sempre in presenza, bar e ristoranti funzionano anche al chiuso e alla sera, fermo restando il metro di distanziamento e l’obbligo di mascherina quando ci si sposta dentro il locale. Aperte anche palestre e piscine, via libera ai banchetti di nozze e shopping nei centri commerciali anche nel weekend. 
 

Zona gialla: ristoranti aperti fino alle 23 a giugno servizio anche al chiuso

Almeno da qui all’inizio di giugno la fascia gialla è quella destinata a rimanere più popolata. Ma via via le misure saranno meno rigorose di quelle attuali del cosiddetto «giallo rinforzato». La prima novità dovrebbe riguardare proprio il coprifuoco, ultimamente al centro del dibattito politico, che dovrebbe essere spostato di un’ora in avanti, quindi alle 23, forse già a partire da sabato 22 maggio.

Anche bar e ristoranti, già riaperti in zona gialla, potranno beneficiare di questo slittamento, spostando a loro volta l’orario di chiusura alle 23, visto che mostrando il conto emesso a quell’ora i clienti saranno giustificati a sforare il coprifuoco per il tempo occorrente a rincasare. Il servizio però per il momento continuerà ad essere previsto solo all’aperto, mentre dal 1° giugno si potrà tornare a mangiare anche al chiuso, forse anche la sera, sempre fino alle 23. Dal 15 maggio si può tornare a nuotare in piscina ma solo negli impianti all’aperto. Le palestre restano per ora chiuse ma è prevista la loro riapertura il 1° giugno, quando potrebbe scoccare l’ora anche per le vasche indoor. 

Zona arancione: niente eventi né cerimonie. Spostamenti non consentiti

Per ora nella fascia arancione sosterebbe solo la Valle d’Aosta. Ma se con le nuove riaperture i contagi dovessero iniziare a impennarsi non è che ci vorrebbe molto a superare la soglia dei 150 casi settimanali ogni 100 mila abitanti che spedisce nel girone dove bar e ristoranti restano chiusi tutto il giorno anche all’aperto e non ci si può spostare oltre i confini del proprio comune salvo urgenza. Già oggi in questa condizione si troverebbe la Campania, che ha un’incidenza dei casi da arancione ma un tasso di occupazione dei letti ospedalieri basso che la lasciano in giallo.
 

Buon per lei perché in arancione non si applicheranno gli allentamenti delle misure che verranno stabiliti con il prossimo decreto. Per cui il coprifuoco resterà probabilmente alle 22, lo sport sarà consentito solo nei parchi pubblici e con distanziamento, l’attività scolastica in presenza solo dagli asili fino alle medie, mentre tra il 25 e il 50% degli studenti di licei, istituti tecnici e professionali farà lezione in dad. Niente eventi, cerimonie, fiere e congressi, fermi i centri commerciali. I bar come i ristoranti restano aperti solo per delivery e asporto. 
 

Zona rossa: scuole, dad dalla seconda media restano tutti gli altri divieti

Oggi sembra un colore solo virtuale, perché con gli attuali tassi di incidenza settimanale dei contagi e di occupazione dei posti letto ospedalieri nessuna regione corre nemmeno lontanamente il rischio di tornare in lockdown. E ancor meno dovrebbe correrlo nelle prossime settimane, via via che andrà aumentando il numero di vaccinati. Eppure anche nel nuovo decreto il colore rosso ci sarà, perché i giochi non sono ancora chiusi, dal momento che una forte circolazione del virus può far prendere piede a varianti non solo più contagiose ma in grado di rendere anche meno efficaci gli stessi vaccini.

Per questo il monito resta e comprenderà l’obbligo di non spostarsi di casa se non per motivi di necessità, come fare la spesa o andare a una visita medica oppure a lezione. Anche se dalla seconda media in su si frequenta con didattica a distanza. Vietati i viaggi all’estero, negozi chiusi salvo quelli di beni essenziali, barbieri e saloni di bellezza. Restano sospese tutte le attività sportive, mentre si possono andare a trovare pareti e amici ma solo una volta al giorno e in non più di due, oltre ai minori. Un incubo che nessuno si spera debba più rivivere.

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