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La nuova mappa delle piste ciclabili in Fvg: ecco i dieci percorsi per 1.300 chilometri

UDINE. Le ciclovie di carattere regionale resteranno dieci e la loro mappa ricalcherà quella attuale, sia pure con qualche modifica e con uno sviluppo che dagli attuali 1.200 chilometri, la metà dei quali solo sulla carta, verrà portato a 1.300.

Ma le novità previste dalla bozza del nuovo Piano regionale per la mobilità ciclistica non si limitano allo sviluppo della rete.

Il nuovo strumento programmatorio, approvato in via preliminare la scorsa settimana dalla giunta regionale, frutto di due anni di lavoro da parte dei tecnici del servizio lavori pubblici, è stato presentato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti, in vista di un iter di approvazione che prevede la consultazione degli enti locali, degli stakeholder, del Cal e la Valutazione ambientale strategica (Vas).

«L’obiettivo finale – ha spiegato l’assessore – è di realizzare una rete il più possibile capillare di raccordo con le principali realtà esistenti, con le località più significative come con i paesi e i piccoli borghi, tenendo conto anche delle possibilità intermodali destinate a favorire un impiego più flessibile e sempre più diffuso delle due ruote».

Impiego, ha sottolineato ancora l’assessore, che non guarda solo agli aspetti turistico-sportivi, ma a favorire l’utilizzo quotidiano della bicicletta come strumento di mobilità sostenibile, anche per gli spostamenti casa-lavoro.

Non a caso una delle otto sezioni di cui si compone il piano è dedicata proprio a questo aspetto, ipotizzando il varo di veri e propri incentivi alla mobilità sostenibile.

«Primo strumento del genere in Italia», sostiene Pizzimenti, il piano punta sia a sviluppare la rete regionale sia a favorire l’individuazione e la creazione di nuovi tracciati di carattere territoriale, frutto dei Biciplan approvati a livello locale, sempre con l’obiettivo di «promuovere e valorizzare la mobilità sostenibile, creando una rete molto complessa e capillare».

Ma l’architrave del sistema resta quello della Recir, la Rete ciclabile regionale, dieci percorsi contrassegnati ciascuno da un diverso colore e in futuro anche da una nuova segnaletica più chiara e accattivante.

«Dieci assi che a loro volta – spiega Caterina Borruso, che ha coordinato il lavoro di mappatura da parte della Regione – saranno a capo di un sistema integrato da altri itinerari di carattere locale caratterizzati dalla presenza di nodi intermodali per integrarsi con treni, bus, trasporto marittimo».

Per quanto riguarda la mappa delle dieci ciclovie regionali, il cambiamento più rilevante nasce dall’individuazione di un nuovo tracciato, da San Daniele a Palmanova, passando per Codroipo, che prenderà il nome di Fvg 10 del Friuli, nato dall’integrazione di estensioni della vecchia Fvg 4 della Pianura e del Natisone (dopo il piano solo delle Pianure).

Quanto al tracciato della vecchia Fvg 10, la Noncello-Mare, verrà accorpato nella Fvg 9, ribattezzata della Bassa pianura pordenonese.

Una nuova mappa che, anche in virtù di altre rettifiche, porta a 1.300 chilometri l’estensione netta della rete, una buona metà della quale resta comunque da realizzare o addirittura da progettare.

Uno dei principali assi di sviluppo da sfruttare resta quello di vecchie ferrovie dismesse come la Casarsa-Pinzano, già acquistata dalla regione come parte della Fvg 6 del Tagliamento, o prossime ad essere acquisite, come la Palmanova-San Giorgio di Nogaro, che la Regione conta di rilevare entro quest’anno come appendice al tracciato della Fvg 2 del mare Adriatico, parte regionale del tracciato nazionale che collega (o meglio collegherà) Venezia e Trieste, della cui progettazione il Fvg è capofila.

Tra gli itinerari di interesse nazionale anche la Fvg 1 Alpe Adria, il che alimenta le aspettative di un inserimento degli interventi di potenziamento della rete ciclabile tra quelli che potranno attingere ai fondi del Pnnr.

La Regione, da parte sua, ha portato le candidature di tutti i nuovi tratti già progettati e cantierabili, che interessano sei delle dieci ciclovie regionali.

Considerando che per tradurre la mappa in realtà serviranno 120 milioni (e molti anni), il fattore risorse sarà ovviamente decisivo. —




 

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