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Turismo, fondi per gli impianti chiusi: aumentano i ristori per le attività in montagna e per i maestri di sci

Nel Decreto Sostegni 100 milioni in più a livello nazionale

UDINE. Un aumento delle risorse a disposizione delle Regioni per i ristori al mondo del turismo montano invernale, che non ha potuto fare nemmeno partire la stagione della neve, causa emergenza sanitaria Covid. La notizia è emersa nel corso della Commissione turismo e industria alberghiera della Conferenza delle Regioni, svoltasi in modalità online ieri pomeriggio. In primo luogo la dotazione di aiuti, 700 milioni grazie al decreto Sostegni in fase di conversione alla Camera, si amplierà con ulteriori 100 milioni di euro grazie a un emendamento con il decreto Sostegni Bis. «Con questi fondi che arriveranno in quota parte, suddivisi cioè secondo le necessità e i bacini di utenza - afferma l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo Sergio Bini - copriremo il passivo accumulato da Promoturismo in quanto gli impianti sono rimasti fermi tutta la stagione del 2021.

Avremo poi a disposizione oltre 5 milioni per le attività economiche operanti nel mondo della montagna (commercio, ristoranti, negozi, strutture ricettive e artigiani) e 1,3 milioni per ristorare i 520 maestri di sci, a cui garantiremo una media di 2.500 euro ciascuno, oltre ai contributi che come Regione abbiamo già erogato per questa categoria di lavoratori che sono stati penalizzati più di altri. Sono soddisfatto degli esiti della trattativa con il ministero, c’è stato un confronto costante con i colleghi assessori dell’arco alpino per presentarci compatti, uniti a discutere con il Governo. C’è stata grande disponibilità da parte del ministro Garavaglia, che ha valutato con grande attenzione i problemi e le necessità che tutte le regioni dell’arco alpino, dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, dalla provincia autonoma di Trento, alla Lombardia e al Piemonte, hanno portato avanti a difesa dei loro comparti economici montani».

Il presidente della Commissione Claudio D’Amario ha precisato che la proposta pervenuta dal Collegio nazionale dei maestri di sci, relativa al riparto di 40 milioni (1,3 per il Fvg), deve ora essere votata dalla Commissione per essere successivamente inviata al Governo, che è disponibile ad accoglierla. Tuttavia, dalla discussione è emersa la necessità di approfondire la correttezza dei numeri riportati dal Collegio in quanto sembrerebbero emergere alcune anomalie, forse riferibili alla ricomprensione tra i beneficiari anche di maestri non attivi. Verrà quindi avviato un approfondimento veloce in modo da trasmettere comunque al più presto la proposta di riparto. Confermato che per i professionisti della nostra regione, circa 520, saranno disponibili, sulla base di tale proposta circa 1,3 milioni di fondi statali specificatamente destinati a ristorarli per i mancati incassi della stagione invernale 2020/21.

La Commissione ha valutato anche un altro tema di urgente rilevanza per il turismo montano, cioè la riapertura degli impianti di risalita per la stagione estiva. La Conferenza delle Regioni, alla fine di aprile 2021 aveva già precisato che gli impianti di risalita potranno funzionare al 50% della portata per impianti al chiuso (cabinovie e simili) e al 100% della portata per le seggiovie.

Nel corso della discussione è emerso che è importante rispettare tali parametri, con riferimento al numero di persone che possono utilizzare contemporaneamente l’impianto di risalita, ma non fissare “contingenti” massimi di trasporto giornaliero. Si è quindi deciso che la Commissione preparerà una nota scritta da inviare alla Conferenza delle Regioni in tempi brevi, con l’orientamento di non prevedere i contingenti giornalieri che altrimenti renderebbero inutili le riaperture degli impianti nella stagione estiva.

 

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