Decreto del Governo, è il giorno della cabina di regia: si deciderà per il coprifuoco e le nuove riaperture

Da lunedì solo la Valle d’Aosta dovrebbe restare arancione. Braccio di ferro per far slittare alle 23 il rientro a casa

ROMA. Più passano le ore e più il decreto riaperture di maggio pare ridursi allo spostamento avanti di un’ora del coprifuoco, che a partire da lunedì 24 maggio dalle 22 slitterebbe alle 23. Consentendo magari, unica concessione ai gestori dei bar, di consumare una birretta al bancone senza per forza doverla bere all’addiaccio.

Della prudenza invocata martedì da Draghi per i novelli sposi bramosi di danze e banchetti sembra debbano dotarsi ancora almeno fino al 1° giugno un po’ tutti gli italiani, perché alla fine sul pressing aperturista nemmeno più troppo convinto di Lega, Forza Italia e renziani sembra aver prevalso la “linea Speranza”, supportata questa volta in pieno dal Cts. Perché è vero, i contagi calano e ricoveri pure, ma il virus è molto più contagioso di quello che flagellò l’Italia lo scorso anno e lasciarlo libero di circolare liberamente su quasi due terzi della popolazione non vaccinata può essere ancora pericoloso e mettere a repentaglio la campagna vaccinale.


Per cui avanti piano, anche se la parola finale spetterà alla cabina di regia convocata per lunedì prossimo prima che a metà della stessa settimana venga varato il decreto. Nel quale finirà sicuramente lo slittamento alle 23 del coprifuoco. Che sposta allo stesso orario le lancette di chiusura di bar e ristoranti, visto che come già chiarito in passato dal Governo se ci si alza dal tavolo all’ora della ritirata si può tranquillamente rientrare a casa e mostrare il conto per giustificare lo sforamento di una mezz’ora. Fermo restando che fino al primo giugno al ristorante si pranza e si cena solo all’aperto. La riapertura nel week end del 22 e 23 maggio dovrebbero invece essere concessa ai centri commerciali.

Il 15 giugno dovrebbe ripartire il wedding. Anche se per partecipare ai ricevimenti occorrerà presentarsi muniti del green pass. Per la stessa data è prevista anche la riapertura dei parchi a tema.

Ma nel provvedimento finiranno anche i nuovi parametri che regolano il semaforo delle restrizioni. Tra i quali balzeranno in prima fila incidenza dei contagi e tasso di occupazione dei letti ospedalieri, relegando a un ruolo secondario l’Rt. Che domani il Monitoraggio a cura dell’Iss dovrebbe confermare stabile intorno allo 0,90, quindi al di sotto della soglia di allarme di uno, con l’incidenza dei casi ancora in discesa. E con questo quadro da lunedì l’Italia tornerà tutta gialla, promuovendo nel girone delle misure meno restrittive Sardegna e Sicilia mentre in arancione resterà la sola Valle d’Aosta. Che i numeri da giallo li avrebbe già ma che in base alle regole attuali in arancione deve trascorrere due settimane. La regione ha chiesto di tagliare i tempi e riportarla subito nella fascia dove riaprono bar e ristoranti e ci si muove liberamente, ma la parola ultima spetterà oggi al ministro Speranza, che finora ha quasi sempre rispettato la regola delle due settimane.

In attesa del nuovo Monitoraggio, Gimbe certifica nell’ultima settimana il calo del 19% dei contagi e del 15,4% dei decessi. E si svuotano gli ospedali. In 35 giorni i ricoveri nei reparti di medicina sono scesi del 49,1% e quelli nelle terapie intensive del 45,1. Il tasso di occupazione delle terapie intensive a livello nazionale è ora al 22%, otto punti sotto la soglia critica del 30%, sopra la quale si trovano ancora solo Lombardia e Toscana. E superare o meno questa soglia dalla prossima settimana potrà spedire in fascia gialla o arancione in barba all’Rt. — Pa. Ru.

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