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Stop alla quarantena per chi arriva in Italia dai Paesi dell’Ue: resta l’obbligo del doppio tampone per il Covid

Da domenica 16 maggio i cittadini italiani e i turisti stranieri potranno tornare a viaggiare all’interno dell’Unione europea, dell’area Schengen e in Gran Bretagna e Israele senza dover più rispettare la quarantena all’ingresso in Italia.

A stabilirlo è un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza: il provvedimento cancella la quarantena di cinque giorni al rientro o all’ingresso in Italia.

Resta, tuttavia, l’obbligo di presentare un doppio tampone negativo: va fatto 48 ore prima dell’ingresso in Italia, nel Paese in cui ci si trova o ci si è recati.

A tale proposito va specificato che sono validi sia il molecolare Pcr sia l’antigenico rapido. Il tampone va poi ripetuto una volta arrivati in Italia.

E’ molto probabile che in giugno il Governo prenderà in esame la possibilità di estendere la misura ai Paesi del G7, Stati Uniti e Giappone compresi.

È bene ricordare che prima della partenza dall’Italia bisogna controllare le regole del Paese in cui si è deciso di trascorrere le vacanze.

Utile, in tal senso, è il sito “Viaggiare sicuri” del ministero degli Esteri.

Inoltre, quando entreranno in vigore il pass verde nazionale, prima, e il green pass europeo, poi, per spostarsi sarà sufficiente il certificato di vaccinazione, in alternativa al tampone o all’avvenuta guarigione.

Lo stop alla quarantena apre le porte a 26,6 milioni di turisti europei, americani e giapponesi che nell'ultima estate prima della pandemia sono venuti in vacanza in Italia.

Emerge dall'analisi della Coldiretti sugli arrivi di cittadini da Unione Europea, Gran Bretagna Usa, Canada e Giappone nel periodo da luglio a settembre nel 2019 secondo Bankitalia.

La ripartenza del turismo estivo degli stranieri provenienti da questi Paesi vale per l'estate 13 miliardi in spese per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir, secondo la Coldiretti.

Il ritorno dei vacanzieri dall'estero in Italia è strategico per l'ospitalità turistica nelle mete più gettonate anche perché - sottolinea la Coldiretti - i visitatori da Paesi stranieri hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa.

Ad essere avvantaggiate saranno soprattutto le città d'arte, che sono le storiche mete del turismo dall'estero, ma anche gli oltre 24 mila agriturismi nazionali dove gli stranieri in alcune regioni secondo Campagna amica rappresentano tradizionalmente oltre la metà degli ospiti.

È importante che, con l'avanzare della campagna di vaccinazione e l'apertura delle frontiere con lo stop alla quarantena, si proceda anche allo spostamento dell'orario di coprifuoco e alla riapertura delle attività di ristorazione all'interno dei locali, soprattutto dopo la revoca dello stato di emergenza in Spagna, il principale concorrente del Belpaese tra le destinazioni turistiche.

Il cibo infatti - conclude la Coldiretti - è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche.

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