L’ex allenatore di Talotti: “Ci siamo divertiti, era un ottimista di natura”

Alessandro Talotti, Javier Sotomayor e Luca Toso in redazione al Messaggero Veneto il 28 dicembre 2019

Luca Toso ha allenato il campione friulano per tre anni, dal 2002 al 2005: “Era molto provato”

UDINE. Per raccontare al meglio l’incontro tra Alessandro Talotti e Luca Toso, che risale all’indomani del titolo italiano ottenuto a Milano nel 2000, bisogna affidarsi proprio alle parole di “Ale”, affidate al sito di Udin Jump. “Dopo la gara il mio allenatore, Mario Gasparetto, tornò a Udine, ma io che mi ero meritato un po’ di pausa dagli allenamenti, fui affidato a un veterano come Luca Toso che ben sapeva muoversi nella metropoli lombarda. La settimana successiva a Udine presso la trattoria “alle Volte” organizzammo un brindisi con tutti i saltatori campioni friulani come gli stessi Toso e Del Forno, ma anche Bruno Bruni e Massimo Di Giorgio”.

E fu proprio il veterano, due anni dopo, ad assumersi l’onere di allenare il giovane altista friulano: “L’ho allenato per tre anni, dal 2002 al 2005, quando Alessandro ha fatto il salto di qualità, passando da 2.25 a 2.32 – lo ricorda oggi Toso -. Ne parlavamo non più tardi di un mese fa, quando ricordavamo l’esperienza di un mese di allenamento in Florida: torneremo a Miami gli ho detto, perché in fondo in fondo tutti speravamo in un miracolo che non c’è stato”.

Toso, che a sua volta fu tre volte campione italiano tra gli Ottanta e Novanta e primatista italiano, ha incontrato per l’ultima volta Alessandro mercoledì 12 maggio: “Era molto provato, purtroppo”.

“Ci siamo divertiti molto in allenamento – riannoda il filo dei ricordi -. Era sempre con la battuta pronta, godereccio, a volte lo richiamavo perché si perdeva: ma era un piacere allenarlo, trascorrere il tempo con lui. Un ottimista nato, con quel “top” utilizzato costantemente come intercalare”.



Commossa anche l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli: “E’ un dolore molto forte. Capitava di incrociarci agli allenamenti al campo di Paderno, si vedeva già all’epoca il talento: è stato campione di tenacia nello sport e nella vita e ce l’ha dimostrato in questa strenua lotta contro il male. E’ stato capace di portare l’atletica friulana alle Olimpiadi e ha sempre lavorato per cercare di trasmettere la passione per lo sport, l’atletica e in particolare per il salto ai più giovani. Mancherà allo sport e al Friuli, ci stringiamo con affetto alla sua famiglia”.

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