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Nessun morto per Covid in Fvg, è la prima volta da sette mesi: ricoveri diminuiti di quasi dieci volte in 50 giorni

UDINE. Non accadeva da sette mesi. Ma finalmente, domenica 16 maggio, il bollettino della Regione ha riportato un dato molto atteso: nessun decesso per Covid.

Per ritrovare la cifra “zero” nella voce più drammatica della pandemia bisogna risalire al 17 ottobre.

Da quel momento purtroppo i numeri sono cresciuti, tra zone di vario colore e oscillazioni dei contagi. Facendo anche contare diverse decine di decessi al giorno.

Poi la cifra è di nuova calata. E tornare a “zero” rappresenta un dato simbolico importante.

Del resto tutte le curve e gli indicatori della pandemia stanno frenando da tempo. I contagi sono in calo da otto settimane.

E anche il ritorno alla zona gialla non ha fatto ripartire l’epidemia, come molti temevano.

Cosa ha contribuito a far migliorare così decisamente la situazione?

Ad analizzare il cammino fatto sin qui (e in particolare dal 26 aprile, quando il Friuli Venezia Giulia è tornato in giallo) è il professor Vincenzo Della Mea – docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’ateneo udinese – che dall’inizio della pandemia registra giorno per giorno l’andamento delle curve, realizzando una serie di grafici che condivide con il Messaggero Veneto.

«Quando siamo tornati in giallo assieme ad altre regioni italiane – commenta il docente – qualcuno avrebbe voluto ulteriori riaperture oltre a quelle già fissate per il 26 aprile.

Insomma, le decisioni del Governo erano sembrate fin troppo prudenti. Però bisogna dire che è proprio grazie quelle decisioni che ora possiamo beneficiare di questa buona situazione.

Se fossimo arrivati sin qui con altri numeri, con più contagi, adesso il Governo non avrebbe potuto procedere con altre riaperture.

Dunque direi che è andata bene e dobbiamo stare tutti attenti a non farci sfuggire di mano la situazione».

«Anche lo scorso anno, in estate, i numeri erano tornati sotto controllo con pochissimi contagi – prosegue Della Mea – e le conseguenze di quel “libera tutti” non le vedemmo subito.

A fine settembre i dati si impennarono nuovamente. Ma ora abbiamo alcune condizioni diverse rispetto allo scorso anno.

Gli anziani e i fragili sono stati vaccinati e la campagna sta coinvolgendo anche persone più giovani, quelle che per lavoro vanno più in giro.

Tutto questo, assieme al clima favorevole, sta contribuendo ad abbattere la diffusione del virus».

«Insomma, tutto questo fa ben sperare – dice il professore – però non si deve far finta che la malattia non esista.

Dobbiamo tutti sforzarci di restare prudenti. Un atteggiamento che fin qui sta pagando, lo dicono i numeri».

Lo sguardo al futuro che tutti stiamo dando, a partire dai politici, potrebbe portare anche ad alcune novità come quella della revisione dell’indice Rt che fin qui ha misurato la capacità di contagio di una persona infettata.

Ora si sta pensando di sostituire questo parametro con il cosiddetto “Rt ospedaliero” che più che i contagi misurerebbe l’occupazione degli ospedali.

Anche secondo il presidente Massimiliano Fedriga si tratterebbe di un indice più adatto ai nuovi scenari che stiamo per affrontare.

«Non sono un epidemiologo – commenta Della Mea – , ma ci sono alcune considerazioni da fare. Se osserviamo il dato dei ricoveri vuol dire che teniamo sotto osservazione numeri che si formano dopo che il contagio si è trasmesso.

Nel caso di una ripresa dell’infezione questo non andrebbe bene. Ci accorgeremmo troppo tardi che la situazione sta peggiorando.

Ma se, come sta avvenendo, la campagna vaccinale procede e i numeri dei positivi si abbassano progressivamente allora possiamo trascurare l’aspetto dei nuovi contagi per concentrarci appunto su quello dei malati gravi. A questo punto l’Rt ospedaliero sarebbe adeguato».

Esaminando proprio il dato dei ricoveri per Covid in Friuli Venezia Giulia ci si accorge di come le cose siano radicalmente cambiate in poche settimane.

Il 28 marzo fra terapie intensive e aree mediche gli ospedali della regione contavano 746 pazienti Covid.

Domenica 16 maggio, dopo una cinquantina di giorni, i malati erano 88, quasi dieci volte di meno. —

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