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Vulnerabile, vero, nudo: che immagine abbiamo del teatro in marilenghe

UDINE. Si potrebbe cominciare da una foto. Una bella foto, con sei giovani attori, tre uomini e tre donne, nudi.

Ci si potrebbe chiedere: perché una foto così è stata scelta per annunciare la prima produzione  del Teatri Stabil Furlan (Tsf): “La Cjase, lagrimis di aiar e soreli” da Siro Angeli. 

Perché scegliere un’immagine che non è “in linea” con l’immaginario del teatro in friulano? Che idea abbiamo del teatro in marilenghe? Come vorremmo che fosse? A chi deve parlare?

La regista, Carlotta Del Bianco è forse partita da un’idea di verità, di vulnerabilità dell’essere umano? Cosa vedremo il 29 maggio, alle 20, al teatro Nuovo Giovanni da Udine?

Questa foto, una sorta di teaser,  vuole forse comunicarci una svolta,...

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