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Covid, la lettera dei medici volontari: «Non esistono i "poteri forti", con il vaccino si torna alla normalità»

I 25 medici in pensione volontari che hanno firmato la lettera

L’appello dei 25 medici pensionati volontari: per tornare alla normalità dobbiamo vaccinarci 

UDINE. Chi fa il volontario nella campagna vaccinale anti Covid19 può avere l’impressione che ci sia la rincorsa entusiastica alla vaccinazione. Ma le statistiche mostrano come, in realtà, questo entusiasmo non ci sia in particolare negli over 60, soggetti ancora ad alto rischio di malattia grave. Una certa esitazione a farsi vaccinare è naturale. Siamo in buona salute, abbiamo impegni, è fastidioso accettare di essere bloccati per un giorno o due da febbre, mal di testa, dolori. E poi siamo sicuri di quanto il vaccino ci proteggerà e per quanto tempo?

Dubbi e risposte

C’è già una risposta a molti di questi dubbi per ognuno dei quattro vaccini ora disponibili. Un piccolo prezzo da pagare nelle 24-48 ore successive è frequente, addirittura più frequente nei più giovani e con la seconda dose per i vaccini mRna Pfizer e Moderna. Non preoccupiamoci, non si tratta di malattia da Covid19, il vaccino non trasmette il virus, si tratta della risposta alla potente reazione infiammatoria/immunologica di cui il vaccino è capace. In ogni caso, anche chi non ha tali reazioni sviluppa un’ottima risposta immunitaria. Già poche settimane dopo la prima dose di qualsiasi dei quattro vaccini i ricoveri, la necessità di supporto respiratorio e i decessi sono drasticamente ridotti per diventare rarissimi dopo la seconda dose. L’abbiamo imparato sì dagli studi clinici ma anche dalla vita reale. I nostri cari in casa di riposo non muoiono più e Israele e Regno Unito tornano a vivere come risultato delle vaccinazioni di massa di decine di milioni di persone con Astra Zeneca, Pfizer e Moderna.

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Cosa c’è da sapere
Purtroppo una comunicazione nebulosa ha reso diffidenti verso il vaccino Vaxzevria, Astra Zeneca, a cui viene attribuito rischio di favorire le trombosi. Invece i fatti accertati dimostrano che i centinaia di milioni di vaccinati non hanno un aumento di tali eventi rispetto ai non vaccinati. Malauguratamente si è verificata invece una rarissima forma atipica di consumo piastrinico associato a trombosi in sedi strane, espressione di una reazione infiammatoria e immunologica che però non ha origine da un disturbo coagulativo ed è ancora oggetto di rigorosi studi.

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I rarissimi casi si sono verificati in particolare in donne giovani ed è perciò che si sono prese le precauzioni correlate all’età. La stessa diffidenza, invece, non sembra esserci per il vaccino Janssen, che ha composizione simile al precedente, ma che è molto ricercato perché efficace in dose unica. Ciò dimostra come ci sia un problema di comunicazione piuttosto che di contenuti. Vale la pena sottolineare che la malattia in forma grave da CoVid19, qualora venga superata, può lasciare segni profondi nel corpo e nella psiche. Avere gravi difficoltà di respiro, essere intubati e immobilizzati per settimane, sviluppare ictus, infarto, trombosi, la necessità di una lunga riabilitazione, tutto senza il conforto dei familiari, una spossatezza che non passa, la difficoltà di concentrazione, i danni permanenti ad organi vitali come il polmone e l’apparato cardiocircolatorio, sono conseguenze molto gravi ed invalidanti. Molti degli attuali ricoverati per Covid19 risultano non vaccinati.

L’appello
Come medici e operatori sanitari volontari ci stupisce che proprio gli over 60 abbiamo aderito poco alla vaccinazione. È una generazione che ha visto gli effetti devastanti della poliomielite e la sua scomparsa col vaccino, che ha sofferto di pertosse, giustamente chiamata tosse canina che squassava il petto e non passava mai, che ha visto i propri figli e nipoti vivere bene senza varicella, morbillo con le gravi complicanze dalla polmonite ai danni neurologici. E adesso perché mai pensare che il Covid si sia esaurito o non li riguardi? Allontanare un problema dicendo che non esiste non è certo la risoluzione. Una classico dubbio è se anche chi ha avuto il Covid19 vada vaccinato.

Certamente sì, dopo la completa guarigione. Infatti il vaccino non può provocare danni e consente difese più prolungate anche contro le varianti. La miglior difesa dalle varianti infatti è la vaccinazione perché più il virus può circolare più si producono varianti durante la sua moltiplicazione. Rimane aperta la questione di chi non si vuole vaccinare in base a principi generali. Libertà e obblighi. In primo luogo si sottolinea il principio della libertà individuale. Come si sa il vaccino non è obbligatorio e, appunto per ciò, scegliere di farlo non è una limitazione della libertà individuale.

Cosa c’è dentro?
La seconda affermazione frequente è: non so cosa c’è dentro. Nelle schede vaccinali disponibili anche on line, sono descritti i componenti del vaccino, che sono in numero decisamente inferiore a quelli di qualsiasi cibo confezionato o vino o caramella. Comunque non c’è nessun componente vitale che possa riprodursi e moltiplicarsi nelle nostre cellule o inserirsi nel nostro Dna. Infine alcune persone esprimono diffidenza verso le case farmaceutiche, le multinazionali, le agenzie regolatorie, i “poteri forti”, gli scienziati.



La scienza
Quello che sembra veramente contraddittorio è l’atteggiamento antagonista nei confronti della scienza. Infatti tutti utilizziamo gli elementi della scienza nella vita quotidiana. Beviamo acqua di rubinetto senza paura di prendere epatite, tifo o colera e il latte pastorizzato senza paura di prendere la tubercolosi e altre infezioni, ben sapendo che la qualità in sostanze salutari è preservata. Purtroppo ciò non è garantito a molte popolazioni di paesi poveri come l’Africa, dove applicare i principi base dell’igiene risulta troppo oneroso. Quindi, se vogliamo tornare a vivere, lavorare senza mascherina, abbracciare i nostri cari in salute e in malattia, condividere con amici i piaceri della vita, l’unica arma a disposizione attualmente è la vaccinazione e così sarà anche nel prossimo futuro.


Federico Armani
Rosa Boz
Roberto Celotto
Valeria Chiandotto
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Silvana Cremaschi
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Flavio D’Osualdo
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