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L’appello dei medici volontari: «Seguite la scienza e non abbiate paura, tutti i vaccini sono efficaci»

Covid, la lettera dei 25 medici volontari in pensione, rientrati per velocizzare i tempi di somministrazione: «Non esistono i "poteri forti", con il vaccino si torna alla normalità»

UDINE. Un appello accorato, «vaccinatevi con uno dei quattro vaccini disponibile, sono tutti egualmente efficaci». Arriva dai medici pensionati volontari che ormai da mesi contribuiscono alla campagna vaccinale. Sono persone convinte che di fronte a una pandemia bisogna dare il massimo e quindi non hanno esitato a mettere a disposizione il loro tempo per garantire il tracciamento, per contattare monitorare i positivi al Sars-CoV2 e ora per raccogliere i consensi informati, fare la namnesi e iniettare le dosi di vaccino.

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Lavorano senza sosta nei centri vaccinali del Friuli, si spostano a secondo delle necessità da Udine, a Gemona, Tolmezzo e nei centri di vallata. Dialogano con la gente, accolgono tutti con il sorriso sulle labbra e con serenità e competenza spiegano a giovani e meno giovani che vaccinarsi è un obbligo per sé e per gli altri. Che contro il Covid-19 il vaccino è l’unica arma che abbiamo a disposizione e dobbiamo usarla.

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In un pomeriggio uggioso segnato dalle nuvole cariche di pioggia, i medici pensionati si danno appuntamento davanti all’ingresso del centro vaccinale, nel quartiere fieristico di Torreano di Montegnacco. Basta osservare i loro volti semicoperti dalla mascherina per capire con quanta determinazione continuano a prestare la loro opera sul territorio. Sono sul campo da Natale e hanno tutta l’intenzione di rimanerci per diversi mesi ancora. Anestesisti, psichiatri, cardiologi, tutte le specializzazioni sono rappresentate nel gruppo dei medici pensionati volontari che con dedizione convincono anche i più restii a sottoporsi alla vaccinazione.

«Chi si presenta al centro vaccinale difficilmente torna indietro, è successo davvero in rarissimi casi» spiega la portavoce del gruppo, Carla Volpe, rendendosi conto che le assenze maggiori si registrano nelle fasce di età ancora ad alto rischio non tanto di contagio quanto di sviluppare infezioni gravi da Sars-coV2. La fascia d’età va dai sessant’anni in su. Ed è proprio agli over 60 che i medici pensionati volontari ripetono e continueranno a farlo anche a costo di diventare noiosi: vaccinatevi. I professionisti impegnati in tutte le fasi della campagna, dalla namnesi alla somministrazione delle dosi, vogliono essere protagonisti per rispondere al senso di responsabilità che gli fa dire: «Vaccinatevi con il vaccino disponibile in quel momento perché tutti i quattro, da AstraZeneca a Johnson&Johnson, da Moderna a Pfizer, sono molti efficaci per evitare le forme gravi della malattia».

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La portavoce del gruppo non si stanca di ripeterlo, riconosce che la comunicazione sui rarissimi effetti collaterali provocati da AstraZeneca ha fatto un pessimo servizio ed è per questo motivo che, a nome dei suoi colleghi che l’affiancano in questa impresa, ribadisce: «Le rilevazioni effettuate su milioni di persone dimostrano che AstraZeneca non sta creando disagi diversi dagli altri vaccini. L’idea che attraverso la vaccinazione torneremo più liberi va sottolineata». Volpe l’ha fatto notare pure a sua sorella: «Fa l’insegnante e ha ricevuto una dose di AstraZeneca proprio nei giorni in cui hanno sequestrato il lotto – racconta – quindi mi sono misurata con questa problematica analizzando i dati che avevo a disposizione.

L’evento correlato al vaccino AstraZeneca può avvenire anche assumendo farmaci di uso comune». con il buonsenso che li contraddistingue, i medici si guardano bene dal giudicare chi nutre ancora dei dubbi. Il loro compito è fugare quegli stessi dubbi e con la lettera aperta questa vogliono fare. «Se ai perplessi spieghi le caratteristiche dei vaccini li convinci. Chi si presenta al centro può avere qualche esitazione ma non assume atteggiamenti ideologici contrari al vaccino. «Purtroppo – aggiunge Volpe – le voci dei no vax si sentono di più rispetto a quelle dei favorevoli alle vaccinazioni».

I medici pensionati volontari, insomma, descrivono il Friuli Venezia Giulia come una culla di no vax e riconoscono il lavoro che stanno facendo diversi medici di medicina generale impegnati nelle vaccinazioni a domicilio. «La gente si fida di loro, ma siamo partiti un po’ in ritardo, di fronte a una campagna vaccinale così estesa bisogna superare alcuni scogli andando casa per casa. «In questo modo le persone che spontaneamente non sarebbero mai andate in un centro vaccinale, accettano volentieri il vaccino».

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