La maglia rosa ci prova, sul Kaiser lotta tra big

Bernal ha dimostrato forza, potenza e leadership, in Italia gli manca solo l’exploit ma Vlasov e gli altri non molleranno

È la montagna del ciclismo. La meravigliosa montagna del ciclismo. È la cima più ambita dagli scalatori, che siano in lotta per la maglia rosa o semplici cicloturisti, per vincere una sfida con se stessi o con l’amico di sempre.

Lo Zoncolan ritorna al Giro d’Italia. Nonostante la neve caduta fino a una settimana fa, nonostante la pioggia e il freddo che oggi renderanno la tappa ancor più epica e nonostante il “maledetto” virus, che ha costretto gli organizzatori a una corsa a ostacoli per dare all’evento una degna cornice di pubblico.


A 18 anni da quel roboante esordio del 2003 sintetizzabile in tre parole – Simoni, Pantani, folla – si torna alle origini. Dopo il Monte Rest, con un’altra festa in val Tramontina dopo il passaggio nell’edizione autunnale del 2020, riecco il Kaiser dal versante di Sutrio, solo all’apparenza più tenero dell’altro.

E sulla montagna carnica, che ha scalato a tempo di record la hit parade delle salite mito, tira aria di grande impresa. Gli ultimi tre km, quelli che schizzano verso il cielo dopo il piazzale delle seggiovie, aspettano la maglia rosa Egan Bernal. Il 24enne fuoriclasse colombiano, ha dimostrato potenza, forza e leadership, grazie anche a una squadra super, la milionaria Ineos, mettendo all’angolo gli avversari.

Gli manca l’impresa (in Italia per carità, perché lui un Tour de France l’ha già in bacheca), la foto simbolo, il balzo verso la gloria. Ecco perché oggi gli occhi dei 1.500 fortunati a bordo strada e dei milioni incollati alle tv saranno tutti per lui. Bernal darà un’altra spallata al Giro? «Non conosco la salita, non ci sono mai stato so che è durissima e che farà freddo. C’è il terreno per fare la differenza, ci sarà battaglia», ha detto il colombiano.

E il russo Alexander Vlasov (Astana), ancora a 45” dalla maglia rosa? Beppe Martinelli, vecchia volpe dei ds che lo guida in ammiraglia nel 2003 fu testimone dell’assolo della maglia rosa Gilberto Simoni. «Gli ho spiegato la salita. Il favorito è Bernal, ci dovremo difendere e speriamo che il tempo regga. Parla poco Alexander, ma la squadra crede in lui. Non so se può vincere il Giro, sullo Zoncolan ci sarà un bell’esame. Egan è forte, ma di salite lunghe non ne abbiamo ancora fatte».

E il terzo in classifica? Il sorprendente gregario in cerca di gloria Damiano Caruso (Bahrain) del ds carnico Franco Pellizotti? Da vedere, eccome, poi a Simon Yates (Exchange), è a 1’22”, era il favorito alla vigilia e sull’altro Zoncolan nel 2018 andò molto bene.

Il Kaiser fa paura, ma invita anche alla battaglia e stuzzica l’orgoglio dei campioni feriti. Cosa farà su quelle rampe il ventenne “predestinato” belga Remco Evenepoel (Deceuninck), in crisi sugli sterrati senesi, ma evidentemente dotato di enorme classe? E il “vecchio” Vincenzo Nibali (Trek), classe e grinta da vendere? «Non conosco quel versante, sono curioso. Sarà durissima e un test per tutti in vista dell’ultima settimana», ha detto il campione.

Ci siamo, riecco il Kaiser prima tappa dell’ennesima tre giorni del Giro d’Italia in regione. Patron Enzo Cainero si faccia forza: lo aspettano ancora un paio di notti insonni. Mettere in piedi lo spettacolo, in piena pandemia, schivando le trappole infinite sulla strada (vedi la neve da record e ancor peggio la ringalluzzita burocrazia dell’era pandemica), stavolta è stata più dura che mai. «Sono orgoglioso: presentiamo una montagna simbolo di sport e turismo. E poi domani ci tuffiamo nel toboga transfrontaliero di Gorizia. Ma c’è tanta stanchezza perché organizzare un evento sportivo sta diventando ormai una corsa ostacoli e se c’è di mezzo una pandemia... immaginate».

Da giorni gli dicono che è fortunato. È vero, per una volta la tradizionale “pax Caineriana” del maltempo non ci sarà, ma c’è un colombiano pronto all’impresa e così lo Zoncolan lanciato dal manager diventerebbe ancor più iconico. Godetevi lo spettacolo. Se Egan da Bogotà starà bene come a Campo Felice e a Montalcino ci sarà da divertirsi. E lo Zoncolan si sarà preso un altro pezzo di storia.

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