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Il sindaco di Udine: disponibili a valutare tutte le idee sull’ex Dormisch

Fontanini: “Abbiamo inoltrato una domanda formale alla Regione per ottenere un contributo mirato proprio alla riqualificazione dell’area”

UDINE. Si gioca indiscutibilmente su più tavoli la partita per il recupero dell’ex Dormisch. Il sindaco Pietro Fontanini assicura di voler «realizzare qualcosa che possa essere al servizio del Centro studi, magari con una struttura educativa all’interno», spiegando che «ora come ora la soluzione non è quella di fare un supermercato» e che l’attuale proprietà «appare disponibile a cedere l’area».

Una possibilità su cui frena però Vito Carlet, titolare della Friul Veneta costruzioni di Sacile, che con la Masotti energy service company detiene la proprietà del sedime: «Noi andiamo avanti con il progetto del supermercato: non facciamo nulla che sia fuori posto».



La proprietà

La miccia che ha innescato nuovamente il dibattito attorno all’ex Dormisch è stata accesa dal gruppo di imprenditori friulani che nelle scorse ore hanno messo a punto un progetto alternativo a quello del supermercato, affidato allo studio Barreca & La Varra. Un piano che per ora, nonostante i contatti presi dalla cordata, resta sulla carta. E che non è ancora stato presentato formalmente a Palazzo D’Aronco.

Un progetto che Carlet sostiene di aver appreso dal nostro quotidiano, non senza una punta (o qualcosa di più) di malcelato fastidio. L’attuale proprietà dell’immobile del resto si è sempre tenuta lontana dalle polemiche e dal dibattito, mantenendo un profilo basso.

«Non siamo stati interpellati da nessuno – evidenzia l’imprenditore veneto – e in questi mesi a parte un contatto, poi non concretizzatosi, nessuno si è fatto avanti per rilevare la proprietà dell’area. Per quanto ci riguarda noi andiamo avanti con il progetto del supermercato, per dimensioni poco più di un negozio di vicinato: il nostro non è un progetto impattante, ma anzi tiene conto anche della parte storica della fabbrica».



Il sindaco

L’amministrazione comunale si sta però guardando intorno, consapevole di non poter ignorare il movimento d’opinione che si è creato attorno alla necessità di regalare all’area un futuro legato al contesto in cui è immersa. «Dopo vent’anni vogliamo recuperare quel sedime e speriamo di raggiungere l’obiettivo – premette Fontanini –. Speriamo non ci siano ulteriori ostacoli: la Soprintendenza ha avviato un iter per la tutela dell’ex fabbrica, ma cercheremo un punto di contatto anche con loro».

Il primo cittadino spiega di aver «inoltrato una domanda formale alla Regione per ottenere un contributo mirato proprio alla riqualificazione dell’area: il Comune vuole recitare un ruolo da protagonista, da partner finanziario, senza limitarsi alla mera pianificazione». Qualcosa si muove, insomma, anche dalle parti di Palazzo D’Aronco: un lavorio che al momento è sottotraccia, ma che potrebbe sfociare a breve in una proposta formale d’acquisizione dell’immobile da sottoporre all’attuale proprietà «che – sottolinea il primo cittadino – mi pare di capire che sia disponibile ad ascoltare eventuali proposte».

Rispetto al piano messo a punto dallo studio milanese di architetti a cui si sono affidati gli imprenditori friulani spiega di «non averlo visionato: ma siamo ben disponibili ad ascoltare tutte le idee e i progetti». 

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