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Morto l’ex sindaco di Spilimbergo Francesconi

Era stato ricoverato all’ospedale di Pordenone dopo un malore a Venezia. Aveva 55 anni. Fu anche assessore provinciale 

SPILIMBERGO. Nella città che aveva guidato per un decennio ieri si avvertiva un senso di incredulità e di sgomento. È morto ieri mattina all’ospedale di Pordenone, dov’era stato ricoverato d’urgenza ed era stato sottoposto a un intervento dopo avere accusato un malore durante una trasferta a Venezia per l’inaugurazione di una mostra d’arte dell’amico Cesare Serafino, Renzo Francesconi, ex sindaco di Spilimbergo e personalità di spicco del mondo politico, amministrativo, istituzionale, culturale locale e regionale. Una malattia fulminea l’ha stroncato, lasciando sbigottiti quanti lo conoscevano. Alcuni erano venuti a conoscenza che stava poco bene, la modestia e la riservatezza di Renzo non consentivano però di avere notizie più precise sulla sua salute.

Classe 1966 (aveva compiuto 55 anni lo scorso 16 maggio), taurianese Doc, dopo il diploma di perito agrario conseguito al vecchio Itas, oggi Istituto d’istruzione superiore Il Tagliamento, si era sin da subito avvicinato al mondo del lavoro, anche con una breve esperienza di corrispondente locale del Messaggero Veneto, lavorando dapprima come avventizio per alcune aziende agricole della zona, sino ad acquisire competenze tali da potere svolgere sia il ruolo di consulente per cooperative agricole del territorio sia quello di docente formatore, tutor e progettista didattico in enti di formazione come il Cefap di Codroipo, l’Arsap e l’Opera Sacra Famiglia di Pordenone.

Lavoro che non gli aveva impedito di continuare a coltivare, accanto all’amore per la terra e la natura, altre due grandi passioni, quella per gli studi umanistici, tanto da conseguire brillantemente la laurea in Conservazione dei beni culturali all’università di Udine (cui si era aggiunta in anni più recenti anche quella in Storia conseguita all’ateneo di Trieste), e quella per la politica, coltivata sin da ragazzino fra le file della Democrazia cristiana, per poi restare affascinato dal Movimento sociale italiano prima e da Alleanza nazionale poi. Aveva contribuito in prima persona alla creazione e alla crescita del circolo di An di Spilimbergo attirando soci e simpatizzanti anche da fuori città. Una giovinezza da attivista che, grazie alla sua abilità, lo aveva ben presto catapultato nella politica che conta venendo eletto consigliere comunale tra le file dell’opposizione per due mandati, dal 1998 al 2003 con sindaco Alido Gerussi e dal 2003 al 2008 con sindaco Arturo Soresi, e ricoprendo dal 1999 al 2004 il ruolo di assessore della giunta provinciale di Pordenone con deleghe alla protezione civile, all’informatizzazione, alle politiche europee e all’agricoltura con presidente Elio De Anna.

Quindi il coronamento di un sogno con la vittoria alle amministrative nell’aprile 2008 sostenuto dal centrodestra spilimberghese e l’elezione a sindaco della sua amata città. Ruolo da primo cittadino che ha svolto per ben due mandati: dapprima dal 2008 al 2013 per poi essere rieletto nel 2014 e mantenere la carica sino al 2018 conservando anche dal 2009 al 2016 il seggio in consiglio provinciale.

Quindi, considerata l’impossibilità di potersi ricandidare alla guida della città avendo già superato due mandati, il tentativo di puntare all’elezione in consiglio regionale, dimettendosi da sindaco, e candidato da Forza Italia (di cui è stato anche segretario provinciale), nell’aprile 2018. Tentativo per lui andato a vuoto tanto da decidere di sospendere la sua attività politica sino all’avvicinamento alla Lega nell’autunno di due anni fa, convinto dall’ex collega di giunta e amico Marco Dreosto, europarlamentare e segretario regionale del Carroccio che, sin da subito, lo avevo accolto nella sua nuova “famiglia” politica affidandogli compiti strategici, come quello di commissario della sezione di Aviano.

A Spilimbergo il suo impegno non era soltanto politico e amministrativo, ma anche di promozione culturale e di volontariato. Ha infatti ricoperto la carica di presidente del Craf (Centro di ricerca e archiviazione della fotografia), che ha contribuito a rilanciare, mentre si è parlato di una sua possibile candidatura alla guida della Pro loco.

Renzo Francesconi lascia la moglie Maria, una figlia e il fratello Stefano. 

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