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Dal caffè al banco alla riapertura delle discoteche: arriva la Zona bianca e il Fvg riparte

UDINE. Prove tecniche di normalità. Una normalità alla quale abbiamo abdicato sette mesi fa, a novembre, quando anche il Friuli Venezia Giulia si è trovato nell’occhio di un ciclone che abbiamo imparato a chiamare Covid: nuovi contagi per settimane ogni giorno a tre cifre, decessi, terapie intensive e reparti intasati avevano obbligato anche la nostra regione a chiudersi a riccio per tentare di resistere, di non rassegnarsi all’atroce conta dei morti. Il futuro è un’incognita, appeso alla speranza sempre più granitica che è il vaccino.

Il presente racconta però di un virus che finalmente retrocede, permettendo di riguadagnare gli spazi perduti in questi mesi. E allora normalità, da lunedì 31 maggio: il Friuli Venezia Giulia si tinge di bianco, il colore che nella rappresentazione cromatica del rischio con cui abbiamo imparato a fare i conti lo scorso autunno significa rischio minimo. In attesa che tutto lo Stivale s’imbianchi (le altre regioni ci arriveranno entro fine mese) il Fvg  da lunedì 31 maggio  parte in compagnia di Molise e Sardegna, che l’ebbrezza del bianco l’aveva già provata a marzo, prima di ripiombare nelle restrizioni più dure della zona rossa.

Il Friuli Venezia Giulia e altre due regioni passano in zona bianca: i dati del monitoraggio dell’Iss

Il ministro Roberto Speranza ha firmato sabato 29 maggio l’ordinanza che assegna il colore bianco alle tre regioni, mentre è atteso nelle prossime ore l’okay al testo con cui il titolare della Salute recepirà le linee guida sulle riaperture messe a punto dalla Conferenza delle Regioni. Firmato questo documento il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, siglerà a sua volta il provvedimento contingibile e urgente che determinerà la riapertura anticipata di molte attività a partire da domani. Si tratta di tutti i servizi e le attività per i quali il decreto legge del 18 maggio scorso prevedeva riaperture nell’arco del prossimo mese e mezzo e che, nei fatti, sono anticipati dall’ingresso in zona bianca.

Il Friuli Venezia Giulia passa in zona bianca: ecco le quattro regole da rispettare e cosa cambia dal 1 giugno

Come specificato da una nota della Regione si tratta, tra gli altri, di ristoranti, parchi tematici e di divertimento, anche temporanei; piscine e centri natatori in impianti coperti; centri benessere e termali; feste private; fiere (comprese sagre e fiere locali), grandi manifestazioni fieristiche, congressi e convegni; eventi sportivi aperti al pubblico, «diversi da quelli di cui all’articolo 5 del decreto legge 52/2021, che si svolgono al chiuso»; centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; corsi di formazione.

Con il passaggio di alcune Regioni in zona bianca e con le relative aperture «cambierà tutto», ma «ovviamente mantenendo le regole delle linee guida che la Conferenza delle Regioni ha scritto», ha commentato ieri Fedriga, a capo dell’organismo che raduna i governatori.

Ecco le principali novità

1) Si potrà mangiare e bere anche dentro i locali

Pioggia, non ti temo. Considerato il maggio pazzerello sotto il profilo meteorologico i titolari di bar e ristoranti tirano un sospiro di sollievo di fronte alla norma che consente di riaccogliere gli avventori anche al chiuso a partire da domani. Secondo le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni, i gestori dei locali saranno chiamati a definire «il numero massimo di presenze contemporanee (all’aperto e soprattutto al chiuso) in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria».

E rendere disponibili e obbligatori prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale. Bisognerà garantire «almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors)». Sparisce anche il numero massimo di commensali previsti attorno a un tavolo.

2) Torna il caffè al bancone, ancora limiti per il buffet

Torna uno dei riti laici più amati dagli irriducibili della tazzina fumante: sarà possibile infatti consumare nuovamente il caffè (e, naturalmente, altre bevande) al bancone di bar e ristoranti. L’unica prescrizione riguarda la garanzia del mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio).

Per i bar un’altra regola: se non ci sono posti a sedere «si deve consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione». Ancora restrizioni per i buffet, accettati ma solo «mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per i clienti di toccare quanto esposto». I clienti potranno servirsi da soli soltanto ai buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. 


3)Riaprono le discoteche ma non le piste da ballo

In zona bianca riaprono le discoteche. Ma, paradossalmente, solo per ascoltare musica e consumare bevande o mangiare: le piste da ballo resteranno chiuse, con tutta probabilità almeno fino a luglio.

Le discoteche possono riaprire nelle regioni in fascia bianca, ma non si potrà ballare

Nei giorni scorsi Adriano Cerato, imprenditore a capo del team che gestisce due delle principali discoteche di Lignano, ha fornito la propria disponibilità ad aprire il Mr. Charlie e il Ca’Margherita e trasformarli in centri vaccinali per immunizzare lavoratori stagionali e turisti che necessitano della seconda iniezione. «Ognuno deve fare la propria parte e noi abbiamo spazi, sia interni sia esterni, molto ampi», ha affermato Cerato. 

4) Dopo quasi 7 mesi addio al coprifuoco

Entrato in vigore lo scorso novembre, con l’introduzione delle fasce di rischio contrassegnate dai colori con cui in questi mesi abbiamo imparato a familiarizzare, da domani sparisce in Friuli Venezia Giulia il coprifuoco, il cui avvio una settimana era stato spostato dalle 22 alle 23. Da domani dunque non bisognerà più osservare l’orologio per paura di incorrere in contestazioni in caso di controlli: un toccasana anche per i locali e in particolari per i ristoranti, che potranno consentire cene senza assilli ai propri avventori. L’addio al coprifuoco arriva in concomitanza dell’estate e favorirà certamente anche iniziative e attività economiche nelle località turistiche. 

5) Ripartono anche i circoli e i parchi divertimento

L’ordinanza che firmerà  il presidente della Regione Massimiliano Fedriga consentirà anche la riapertura in anticipo sui tempi previsti dal decreto governativo per parchi tematici e di divertimento, anche temporanei (attività di spettacolo viaggiante, parchi avventura e centri d’intrattenimento per famiglie); piscine e centri natatori in impianti coperti; centri benessere e termali; feste private anche conseguenti alle cerimonie civili o religiose all’aperto e al chiuso; fiere (comprese sagre e fiere locali), grandi manifestazioni fieristiche, congressi e convegni; eventi sportivi aperti al pubblico che si svolgono al chiuso; sale giochi e scommesse, sale bingo e casinò; centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, che potranno così riprendere la propria attività in presenza con presentazioni, iniziative e conferenze; corsi di formazione. 

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