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Addio alla mamma del calciatore Fanna, fondò la trattoria “Le tre pietre”

Marta Pauletig con il figlio Pierino Fanna

Madre di Pierino Fanna, calciatore in serie A e in Nazionale, aveva 89 anni. La sua trattoria divenne un noto punto di ritrovo

MOIMACCO.  Due intere comunità, quelle di Moimacco e di Grimacco, ma anche tantissime altre persone, pure all’estero, sono in lutto per la scomparsa di Marta Pauletig in Fanna, storica e amatissima gestrice della trattoria “Le tre pietre”, sulla strada statale 54, e madre di una gloria locale del calcio, il campione Pierino Fanna (giocatore di Atalanta, Juventus, Verona e Inter, nonchè della Nazionale), secondo dei suoi quattro figli.

Aveva 89 anni e fino all’ultimo ha conservato quel «carattere speciale», come dice chi l’ha conosciuta e frequentata, che le ha permesso di far breccia nel cuore di chiunque si sia relazionato con lei.


Fortissimo il segno impresso dalla signora, che lascia appunto altre tre figlie, Donatella, la primogenita, Rita e Cinzia, e che era originaria del borgo di Seuza, nelle Valli del Natisone; se ne era allontanata, da ragazza, per andare a lavorare in Svizzera, dove tuttora risiede sua sorella.

Era stato durante un rientro per le vacanze che aveva conosciuto Rino Fanna, originario di Moimacco e casaro nella latteria di Clodig: e proprio lì la coppia si era stabilita dopo il matrimonio, rimanendoci fino all’inizio degli anni Settanta, quando con spirito pionieristico decise di costruire l’edificio de “Le tre pietre” – primo fabbricato sorto in un’area al tempo campestre – e di intraprendere la via della ristorazione.

Il passo fu vincente: il locale divenne punto di riferimento per una clientela sempre più vasta e Marta, in questo, giocò un ruolo determinante, sia per le sue doti culinarie, sia per le innate capacità relazionali, così apprezzate dalla clientela che la fidelizzazione era stata spontanea e immediata.

Sorridente, dolce e sempre pronta all’ascolto, senza mai tradire una confidenza o emettere giudizi, era animata da uno spirito d’accoglienza – la sua casa era aperta a tutti, in ogni momento – che è rimasto scolpito nella mente di un’infinità di persone.

In queste ore la famiglia sta ricevendo numerose telefonate anche dall’estero e spesso sono voci di riconoscenza per aiuti ricevuti senza che venisse chiesto niente in cambio, per il solo piacere di dare un sostegno a chi ne necessitava.

«Era una grande amante della natura, nella quale vedeva Dio, e ha trasmesso a tutti noi questa sua passione per la bellezza del verde», testimoniano i figli, raccontando che la madre conosceva alla perfezione le erbe medicinali e le piante del bosco e sottolineando il suo fortissimo legame il paesino d’origine: non appena nelle sue intense giornate si apriva uno spiraglio Marta correva a Seuza per ritrovare ambienti, scorci e volti che facevano parte di lei.

I funerali dell’anziana, che aveva anche quattro nipoti e tre pronipoti, saranno celebrati oggi pomeriggio, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Moimacco. —


 

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