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Da Sedegliano a Roma: 624 chilometri in bici per ricordare la ciclista morta a 17 anni

Anche papà Riccardo tra i cicloamatori in partenza lunedì. Si punta a migliorare la sicurezza stradale nel segno di Silvia Piccini, morta in un incidente stradale 


SEDEGLIANO. Da Sedegliano fino a Roma per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza stradale dei ciclisti e per mantenere vivo il ricordo dell’amica e collega Silvia Piccini, la diciassettenne agonista vittima di un investimento durante un allenamento nel tratto viario San Daniele Del Friuli – Rodeano, avvenuto nel pomeriggio del 20 aprile scorso mentre era in sella alla sua bicicletta.



L’iniziativa è stata presa da un gruppo di una dozzina di ciclisti amatoriali di Sedegliano legato all’Associazione ciclistica Libertas di Gradisca.

“Picchio rosso” si chiama la squadra che ha organizzato la trasferta a Roma, in cinque tappe, in sella alle biciclette.

«Con Silvia nel cuore perché era una di noi – afferma Silvano Perusini in qualità di coordinatore del gruppo –, con il suo papà partecipava sempre alle nostre uscite nei fine settimana». Tra i partecipanti anche Riccardo Piccini, il padre di Silvia.

La partenza è prevista dalla centrale piazza Roma, la mattina di lunedì 7 giugno, dopo il saluto del sindaco Dino Giacomuzzi; l’arrivo a Roma è in programma venerdì 11 giugno.



Durante il percorso il gruppo si incontrerà con le associazioni che vorranno allinearsi dando solidarietà al loro messaggio, che è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli utenti della strada al rispetto delle regole a favore dei più deboli, i pedoni e i ciclisti.

Il tragitto prevede un percorso lungo 624 chilometri. Cinque saranno le tappe, così suddivise: la prima Sedegliano – Chioggia di 135 cilometri, la seconda da Chioggia a Cesena di 140, la terza da Cesena a Città Di Castello, in Umbria, di 117, la quarta da Città di Castello a Spoleto (124) e l’ultima da Spoleto a Roma di 114 chilometri.

A ogni “traguardo” il gruppo si incontrerà con i rappresentanti delle associazioni ciclistiche di riferimento locali per un confronto sulla sicurezza dei ciclisti, messa ancora più in evidenza dai dati, preoccupanti, che riguardano il numero dei decessi sul territorio nazionale anche nel recente periodo di ridotta mobilità.

A Roma dopo l’arrivo sarà in programma – sabato 12 giugno – un incontro in Vaticano con un responsabile che consegnerà alla formazione ciclistica friulana una preghiera in ricordo di Silvia.

Ulteriori appuntamenti sono previsti con alcuni componenti della Federazione ciclistica italiana. Domenica 13 giugno il rientro in Friuli a bordo di un camper e un furgone, che seguiranno il gruppo per tutto l’itinerario.

«Non abbiamo alcuno sponsor, il nostro gruppo ha deciso di fare questo in memoria di Silvia – osserva Perusini –. Tutte le nostre biciclette sono “city bike” e da corsa, predisposte per rispettare le normative del codice della strada nei confronti della bicicletta con luce anteriore bianca, luce posteriore rossa, due freni funzionanti, il campanello obbligatorio, i catarifrangenti sui pedali e il casco indossato, unico obbligo per quanto riguarda il vestiario». —
 

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