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Manca una porta tagliafuoco: la burocrazia blocca l’apertura del “nuovo” palazzo Ragazzoni

I pompieri: sì al serramento di sicurezza, ma la Soprintendenza frena. Lavori per 1,5 milioni, l’inaugurazione prevista per questo mese

SACILE. Serve una porta tagliafuoco per la sicurezza anti incendio a palazzo Ragazzoni, ma la Soprintendenza ai beni storico architettonici nicchia. Risultato, l’ala restaurata è ancora chiusa.

I vigili del fuoco sono stati chiari sulla certificazione anti incendio nell’ala che affaccia su piazzetta Romagnoli, ma l’iter burocratico ha rallentato e sull’utilizzo di un foro esistente per installare la porta tagliafuoco, si sono arenati i permessi per aprire tre piani riqualificati nel cantiere aperto oltre due anni fa, del terzo lotto.


Il sindaco Carlo Spagnol aveva annunciato l’inaugurazione per maggio. Invece tutto è fermo dopo l’investimento di oltre un milione di euro e tanti sacilesi fanno pressing sull’intoppo burocratico a Trieste.

«In maggio è prevista la fine lavori e consegna del Ragazzoni»: in febbraio ne era certo il primo cittadino Spagnol. Da allora il silenzio assordante è calato sul programma. «Il palazzo d’onore della nostra città aumenterà di oltre un terzo la volumetria – era il dettaglio del sindaco – con tre piani che saranno dedicati a incontri, mostre, conferenze, eventi culturali e di formazione aziendale». Altre nove sale espositive sono pronte e poi i progetti sul futuro sono quelli del recupero-restauro della cappella degli stucchi e la valorizzazione della “traccia” di un affresco cinquecentesco del Montemezzano nel comparto vuoto della sala degli Imperatori.

«Il primo stralcio del terzo lotto dei lavori di riatto ha un investimento di 850 mila euro – ha ricordato il primo cittadino –. Il secondo stralcio è pari a 663 mila». Il terzo lotto collega la sala degli Imperatori all’area adiacente del Centro giovanile Zanca nell’ex Nievo e metterà a disposizione spazi espositivi che sono stati richiesti anche da aziende per le giornate di formazione e meeting. È stata completata anche la sistemazione della scala esterna, dopo anni di restauro nel palazzo veneziano e lo sforzo ha incrociato le risorse della Regione con quelle del Comune, Fondazione Friuli e altri partner.

«L’impegno è quello di reperire le risorse del restauro conservativo nella parete di fondo, nella sala degli Imperatori – guarda avanti il sindaco –. Il comparto vuoto ospitava l’affresco del Montemezzano con raffigurata Maria Teresa d’Austria: è stato venduto nel XX secolo ed è esposto a Dresda, dove è stato restaurato». —


 

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