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Tolmezzo dice addio a Valter Muner, scultore del legno con la passione per le Frecce Tricolori

Aveva 66 anni: era stato presidente del club tolmezzino della Pan

TOLMEZZO.  Giovedì 3 giugno Tolmezzo darà l’ultimo saluto a Valter Muner. Lo scultore era originario di Betania e aveva 66 anni. I funerali di Valter Muner saranno celebrati alle 10 in duomo. È spirato all’ospedale della sua città. L’anno scorso aveva scoperto i primi problemi cardiaci.

Era stato anche presidente del club tolmezzino delle Frecce Tricolori, per cui aveva realizzato una mascotte. Lascia il figlio Gabriele, le sorelle Sonia, Anita, Rosanna e Gilda, i fratelli Diego e Luciano. A Tolmezzo viene ricordato come uno scultore apprezzato e una persona socievole. Viveva a Pissebus. A 11 anni aveva iniziato a scolpire il legno sotto la guida del maestro Ottavio Mecchia di Tolmezzo, creando cassapanche e crocifissi.

Era religioso e tante sue opere vertevano su questo tema: un Cristo scolpito da lui si trova a Lauco, anche la Madonna ricorreva nelle sue creazioni e una delle sue ultime opere era stata una scultura di Papa Francesco.

Per la maestria con cui creò un crocifisso fu premiato, oltre 40 anni fa a Milano. Era un artista che sapeva spaziare, dalle maschere tradizionali alle carrozze alle auto agli aerei, in temi anche contemporanei, ma non mancava di creare dalle varie essenze del legno, che conosceva come le sue tasche, pure animali, come i cavalli, simbolo di purezza e libertà.

«Aveva omaggiato di un suo crocifisso la frazione di Betania, dove lui era nato» ricorda il cognato Donato Musa. Era il 2015 e quella scultura, collocata sul sentiero che da sei anni i volontari avevano aperto accanto alla roggia, era stata inaugurata e benedetta con un evento, assieme anche ai volontari della sagra, la Consulta e i bambini dell’asilo di Betania.

A Muner le opere venivano spesso commissionate dai privati o dai Comuni. Pochi giorni fa gli era arrivato un tronco, alto quasi 3 metri, da cui le sue abili mani avrebbero dato forma un gufo, ma non ha fatto in tempo a rallegrare gli occhi con questa sua nuova scultura.

Amava realizzare anche piccoli giocattoli per bambini e casette per uccellini. Varie sue opere sono finite all’estero, specie in Francia. Di professione era scultore, perché la sua passione era diventata il suo lavoro a tempo pieno, dopo aver lavorato prima nel settore delle impermeabilizzazioni e tetti in legno e poi alle Ferriere Pittini. 

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