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A Roma sbagliano i conti: decurtato lo stipendio a un docente

La denuncia dei sindacati: mille euro in meno in busta paga. «Soldi in più a gennaio, ma adesso sono stati già spesi»

SACILE. Busta paga di 895,35 euro dopo 38 anni di insegnamento: doccia gelata sul salario di giugno per un insegnante di Sacile. Un altro caso in un’altra scuola: 12 euro accreditati dal ministero a un altro dipendente dell’Istruzione al posto di 1.650.

Buste paga “leggere” e il problema è quello di tirare a campare, dopo avere prosciugato quello che resta del salario di maggio.

«Una stangata inaccettabile a causa del recupero crediti della Ragioneria dello Stato: ha sbagliato i conti in gennaio – dice Giuseppe Mancaniello sindacalista Flc-Cgil –. Il problema riguarda decine di sacilesi insegnanti e bidelli: in 40 scuole pordenonesi poi sono mille dipendenti a trovare soprese amare nel salario, con il recupero delle somme accreditate per sbaglio in gennaio o febbraio».

Chi aveva progettato le vacanze ci ripensa. Il salario “pesante” era arrivato cinque e sei mesi fa: da 200 a mille euro aggiunti a conguaglio 2020. «Un’esagerazione che ha in particolare coinvolto i dipendenti dell’Istruzione a Sacile – aggiunge Mancaniello – che sono iscritti al Fondo pensione integrativa Espero. La Ragioneria dello Stato ha dedotto i versamenti per il fondo pensione: moltiplicandoli per due. Quindi al sacilese che ha avuto mille euro di conguaglio in gennaio, sono tolti cinque mesi dopo».

Un’operazione senza preavviso. «Decine di telefonate allo sportello sindacale e proteste – riassume Mancaniello –. Nessuno ha avvisato sul doloroso prelievo e decurtazione dello stipendio: la Ragioneria dello Stato poteva almeno proporre la rateizzazione per il recupero dei crediti. L’errore è stato al ministero».

Mancaniello ha spedito un reclamo scritto a Roma. «Ci sono famiglie nei guai – sottolinea il sindacalista –. I soldi ricevuti in gennaio e febbraio di conguaglio sono stati spesi e fare tornare i conti è difficile. Chi aveva in programma alcuni giorni al mare, dovrà rinunciare e siamo alle solite». Il contratto di lavoro è scaduto da tre anni e mille euro fanno la differenza per i dipendenti sottopagati dell’Istruzione. «Conteggi sbagliati sulle somme versate di pensione integrativa hanno provocato un danno alle famiglie – lamenta il docente salassato –. Per gli errori altrui pagano gli innocenti».

Noie burocratiche anche sulla Certificazione unica della denuncia dei redditi 2021. «Molti docenti e bidelli sono in alto mare con la dichiarazione dei redditi – avvisa Mancaniello –. Occhio a quelli che l’hanno compilata con cifre scorrette». 


 

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