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Trasporto pubblico locale Sciopero nell’Isontino: adesione dell’80 per cento

Un centinaio di persone manifesta davanti la sede di Tpl Fvg Scarl

Marco Bisiach
1 minuto di lettura



Hanno aderito quasi 8 lavoratori su 10, ieri nell’Isontino, allo sciopero nazionale del settore del trasporto pubblico locale indetto a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale di categoria scaduto da ormai oltre tre anni. Il dato, relativo più nello specifico ai turni della mattina delle linee urbane di Gorizia, Monfalcone e Grado (per quelle extraurbane la verifica richiede più tempo, ma l’adesione è annunciata in linea), è stato comunicato dalle segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna, che ieri dalle 9.30 alle 11.30 hanno dato vita ad un presidio regionale davanti alla sede di Tpl Fvg Scarl, la società che gestisce il trasporto pubblico in Friuli Venezia Giulia e che è ospitata dalla struttura di via Caduti di an Nasiriyah, nel capoluogo isontino, dove si trovano anche gli uffici di Apt.

Un presidio piuttosto partecipato – c’erano un centinaio di lavoratori, in rappresentanza di tutte le sigle, con bandiere, striscioni e fischietti –, ma protagonista di una manifestazione composta e rispettosa, che è culminata con un confronto con i vertici di Tpl Fvg Scarl, che hanno preso l’impegno di scrivere nei prossimi giorni tanto al presidente della Regione Massimiliano Fedriga quanto al Governo di Roma per sollecitare il tanto atteso rinnovo del contratto. Un rinnovo che coinvolge 220 professionisti in seno ad Apt, 1.900 in Friuli Venezia Giulia e ben 120 mila a livello nazionale.

«È inaccettabile che non si sia ancora riusciti a definire il rinnovo del contratto atteso da oltre tre anni nonostante le associazioni datoriali Asstra, Anav e Agens che rappresentano più di 900 aziende in tutta Italia abbiano chiesto e ottenuto 2,8 miliardi di euro dal Governo per coprire i mancati introiti legati alla pandemia – dice Marco Sosol della Filt Cgil, che ha partecipato al presidio assieme, tra gli altri, ai colleghi della Fit Cisl Giuliano Romanet, della Uiltrasporti Roberto Gazzaneo, della Faisa Cisal Maria Pia Vannicola e della Ugl Fna Giovanni Pezzullo –. I lavoratori del trasporto pubblico hanno sempre garantito il servizio, anche a proprio rischio, in questo anno e mezzo di pandemia, e meritano si sblocchi finalmente questa situazione di stallo».

Se il presidio si è concluso in mattinata (e iniziative analoghe si sono svolte in tutta Italia, a partire da quella davanti alla sede del Ministero dei Trasporti, a Roma), come detto lo sciopero nazionale del personale viaggiante si è protratto per tutte le ventiquattro ore di ieri, sia sulle linee urbane sia su quelle extraurbane, pur garantendo il servizio nelle fasce orarie dalle 6 alle 8.59 e dalle 12 alle 14.59. —

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