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Caso De Monte, l'intervento di Tonutti: «Non è mai stato no vax, sarà una risorsa per la Sores»

Il direttore dell’Arcs: il decreto prevede mansioni diverse per chi rinvia il vaccino per motivi di salute

UDINE. Sul caso De Monte la Regione conferma la sua linea. Incalzato dall’opposizione, il direttore dell’Azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs), Giuseppe Tonutti, ha ribadito la correttezza degli atti. «De Monte – ha detto – è la persona in grado di stabilire relazioni con chi opera sul territorio», mentre «il concorso con quattro candidati avrebbe creato incertezza, non è detto che tutti i partecipanti siano in grado di svolgere un ruolo che richiede di creare relazioni per avere un sistema in grado di rispondere all’emergenza in modo unitario. De Monte lo sa fare e non è mai stato un no vax».

La vaccinazione

Tonutti ha spiegato che «il decreto legge 44, articolo 4, comma 2, prevede la possibilità di omettere o differire la vaccinazione per motivi di salute. Sapevo che De Monte per motivi di salute stava differendo la vaccinazione, non è che non la vuole fare, non è mai stato un no vax e per me questo problema non esisteva». Per chi non si vaccina per motivi di salute, ha aggiunto Tonutti, «esiste il comma 10 che prevede mansioni diverse senza decurtare la retribuzione. È chiaro che non è questo il motivo per cui siamo andati sulla scelta di De Monte, ma è chiaro che lavorare alla Sores dove non ha contatto diretto con i pazienti, come invece ha nelle rianimazioni, è una situazione più protetta rispetto all’attuale nei confronti di una figura che sta differendo la vaccinazione per motivi di salute».

Tonutti ha detto di essere stato frainteso anche sull’attesa del nuovo vaccino da parte di De Monte: «Ho detto ha problemi di salute e sta aspettando di fare il vaccino che è diverso da attende un nuovo vaccino». Affermazione, per altro, mai smentita. L’ha rilevato pure il capogruppo del Patto, Massimo Moretuzzo. Il direttore ha precisato che la possibilità di «differire il vaccino è diverso dal rifiuto per il quale il decreto prevede la sospensione». Ha anche chiarito che De Monte passerà all’Arcs «con lo stesso stipendio che paga l’Azienda da cui proviene. Lo prendo come lo passano è un rimborso che faccio all’Asufc».

Il concorso
Il direttore ha spiegato di aver agito in virtù della legge regionale che prevede per Arcs la possibilità di prendere le persone migliori all’interno del sistema: «A febbraio – ha puntualizzato Tonutti –, non c’era una prospettiva diversa dal concorso sapendo che Mione sarebbe andato in pensione ad agosto. Alle volte pensavo a De Monte, con il quale ho lavorato a Tolmezzo e a Udine, perché so cosa può dare, ma immaginavo non fosse interessato. Era affogato nelle rianimazioni e non era il momento di distrarlo. Quando ho compreso la sua disponibilità ho ritenuto fosse la scelta giusta per portare la Sores a un livello unitario».

L’Arcs, ha sottolineato il direttore, al punto 14 del bando si era riservata la facoltà di sospendere, prorogare i termini e annullare il concorso. Ma nell’attesa di avere la risposta certa da De Monte, il direttore ha nominato la commissione: «La sospensione che non è il ritiro del concorso – ha aggiunto – è dettata dalla prudenza visto quello che sta venendo fuori. Nel momento in cui va in porto come auspico andranno riaperti i termini o revocato». Tonutti ha ammesso che il sistema di emergenza regionale fatica a essere considerato tale: «Gli attori del sistema sono impegnati a cercare alibi piuttosto di risolvere i problemi».

E quando la consigliera dem, Mariagrazia Santoro, gli ha fatto notare che «se non chiarita, questa affermazione lascia una macchia sugli operatori» Tonutti ha assicurato che non si riferiva agli operatori, bensì al fatto che, per quanto riguarda i ritardi segnalati anche da Walter Zalukar (Misto) «oggi un ente dice è colpa della centrale e l’Arcs dice no noi li abbiamo mandati sono loro che sono partiti in ritardo». Tonutti ha risposto a un fuoco di fila di domande poste in primis da Roberto Cosolini (Pd) secondo il quale de Monte, nel momento in cui ha capito di essere interessato alla Sores, avrebbe potuto partecipare al concorso. Furio Honsell (Open), Simona Liguori (Cittadini), Andrea Ussai (M5s), tutti si sono detti preoccupati per le conseguenze che il caso De Monte può provocare alla campagna vaccinale.

L'assessore Riccardi
Spigolosa la risposta dell’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, snocciolata senza indossare la mascherina come Tonutti. Nel ricordare che la riforma dell’emergenza si farà, il vicepresidente ha parlato di battaglia politica oltre i limiti anche perché la giunta non ha fatto né concorsi né nomine: «Lo stesso procedimento – ha aggiunto – era stato usato per la nomina di Mione e allora nessuno ha aperto bocca». Sulla vaccinazione Riccardi ha «la coscienza a posto, per le mie posizioni ho la sorveglianza delle forze dell’ordine, ma non posso mettere in discussione la posizione di un professionista in grado di valutare se può o non può fare il vaccino».

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