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I ladri portano via cinque arnie: rubate 250 mila api al pluripremiato produttore di miele

Il furto scoperto dal noto apicoltore, vincitore di numerosi premi per il suo miele Erano state posizionate in località Fornon, poco sopra l’abitato di Costa

AVIANO. Rubato cinque arnie nuove all’apicoltore Pietro Ventura in località Fornon, sopra il borgo di Costa. Contenevano 250 mila api.

Il furto, subito denunciato da Ventura ai carabinieri, può essere quantificato in un valore “commerciale” di 1.500 euro. Chi ruba, il più delle volte agisce per avidità, senza rendersi conto di quanto possa rimanere colpita la vittima, a volte in affetti e ricordi, altre, è il caso di Pietro Ventura e della moglie Marina Mongiat, nelle proprie passioni.


Basta digitare su Internet “Premiata apicoltura di Pietro Ventura e Marina Mongiat”, per accorgersi quanto entrambi si dedichino con passione agli imenotteri, traendone, al di là del guadagno, infinite soddisfazioni. Da più di quarant’anni Pietro Ventura alleva api e costruisce arnie. In più occasioni assieme alla moglie ha trionfato in concorsi internazionali e soprattutto nei numerosi appuntamenti friulani, in cui la coppia si confronta con gli altri apicoltori, mietendo continui successi.

Il posizionamento degli alveari diventa fondamentale per produrre le varie eccellenze di miele di acacia, castagno, tiglio e anche tiglio – castagno, nonché categorie di miele speciale, melata, rododendro, lampone, millefiori e millefiori di montagna e alta montagna. Proprio per queste ultime, in più concorsi i coniugi Ventura sono stati premiati con le massime onorificenze, fra le quali l’Ape d’oro. Ovviamente la ricerca dei posti più appropriati, dove posizionare le arnie, per produrre il miele di montagna e alta montagna comporta di lasciare gli alveari in posti, a volte isolati, dove, è il caso della località Fornon, qualche malintenzionato può rubarle.

Malgrado ciò Pietro Ventura e Marina Mongiat stanno continuando, senza intoppi, la produzione delle varie qualità di miele d’eccellenza. Da sottolineare che anche l’anno scorso, in piena pandemia, l’apicoltura avianese di Pietro Ventura ha collezionato tre premi Città di Sacile per il miele di tarassaco, tiglio, millefiori di montagna. Più che apicoltori, i coniugi Ventura possono essere, a ragione, definiti amici della api. Una passione che li distingue, cui Pietro Ventura abbina il volontariato.

Già capotecnico all’Enel, appassionato di calcio – ha allenato varie squadre locali – Pietro è infatti assai attivo con il gruppo Ana Cesare Battisti e la società Sompradese, sodalizio ricreativo e di sostegno sociale. Forte dell’esperienza acquisita di apicoltore, Pietro Ventura è sempre disponibile a suggerire consigli e accorgimenti sulla produzione delle qualità di miele. Insegnamenti che diventano preziosi, in particolare per i giovani che intendono scoprire il mondo affascinante delle api.

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