Vandali entrano di notte con il trattore e devastano i campi di peperoncino

GEMONA. Con le ruote del trattore devastano i campi di peperoncino dell’azienda B-Orto Peppers a Campolessi. L’atto vandalico è avvenuto nella serata di martedì, quando qualcuno alla guida di un trattore è entrato nel terreno di via Molinut a Campolessi lavorato dall’azienda agricola B-Orto Peppers e ha rovinato una parte della coltivazione, in particolare quella dedicata ai pomodori sulla parte sud dell’appezzamento.

Filippo Bortolon, di B-Orto Peppers, ha trovato una parte delle sue coltivazioni solcate dalle consistenti ruote di un trattore nella mattinata di mercoledì quando è venuto a lavorare la terra: «Martedì sera – racconta – avevo lavorato fino alle 20 inoltrate per approfittare del buon tempo e piantare dopo lunghe settimane di piogge: sono tornato la mattina successiva scoprendo che un trattore aveva calpestato i punti in cui ho piantato aglio, scalogno e pomodori, necessari per le nostre salse».

Bortolon ha denunciato il fatto ai carabinieri, e sul posto è giunta una pattuglia della Compagnia di Tolmezzo: «Qualcuno – dice Bortolon – lo ha fatto appositamente, perché non si spiega quel passaggio sopra il mio campo che ora provvederò a recintare. Non capisco le motivazioni di questo comportamento: sono arrivato da due anni e questa è l’attività che svolgo per vivere con la mia famiglia».

Il trattore che ha solcato il campo coltivato da Bortolon è entrato nel terreno da una laterale di via Faccini che prende il nome di via Caterina Percoto. Il campo, che si estende per 5 mila metri quadrati, è stato colpito nella sua parte sud. Nelle vicinanze dell’appezzamento ci sono case abitate e qualcuno ha notato la presenza di un trattore nella serata di martedì ma nessuno vi ha fatto veramente caso, anche perché nella zona a volte capita di vedere trattori muoversi nelle ore serali per il perdurare degli interventi agricoli.

L’azienda B-Orto Peppers è gestita da Filippo Bortolon e Sara Forgiarini che l’hanno fondata due anni fa a Gemona, dove producono peperoncini che in seguito commercializzano distribuendo i prodotti biologici nei mercati delle città italiane ma anche nella ristorazione e nella produzione di cibi locali a filiera corta.

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