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Coronavirus, chi non può fare il vaccino: allergie e cardiopatie, le patologie a cui prestare attenzione

Il professore ordinario di Immunologia all’università degli studi di Udine, Carlo Pucillo

Il professore ordinario di Immunologia all’università degli studi di Udine, Carlo Pucillo: «Il vaccino non può essere dato ali allergici alla Peg, la sostanza inerte che viene utilizzata nei vaccini a mRna, sono persone che se si immunizzano possono avere problemi»

UDINE. Un cardiopatico o un malato oncologico rischia di più se si vaccina contro il coronavirus o se malauguratamente contrae il coronavirus? E se gli effetti collaterali dei vaccini possono risultare più pesanti per gli allergici, quali sono le allergie che mal si sposano con i vaccini anti Covid-19? Quali sono le patologie che escludono le vaccinazioni? A tutte queste domande, nei giorni in cui si continua a parlare di vaccinazione anti Covid differibile per motivi di salute e di malattie che non consento proprio di sottoporsi alla somministrazione del vaccino, risponde il professore ordinario di Immunologia all’università degli studi di Udine, Carlo Pucillo. «Il vaccino non può essere dato ali allergici alla Peg, la sostanza inerte che viene utilizzata nei vaccini a mRna, sono persone che se si immunizzano possono avere problemi».



Perché viene usata questa sostanza nei vaccini?

«La Peg viene usata per stabilizzare i vaccini a mRna veicolati attraverso piccole palline di grasso. Chi è allergico a questa sostanza è evidente che non può vaccinarsi contro il Sars-CoV2, il virus che provoca il Covid-19».

Che tipo di sostanza è la Peg?

«È un composto idrosolubile ampiamente utilizzato nelle industrie dei cosmetici, farmaci ed alimenti, compresi, come detto, alcuni vaccini».

Ci sono altri casi in cui il vaccino anti Sars-coV2 non viene consigliato?

«Alle persone affette da immunodeficienze, ovvero le malattie che compromettono il sistema immunitario, non si possono dare i vaccini attenuati come quello contro il morbillo».

Quali sono i vaccini attenuati?

«I vaccini attenuati sono quelli prodotti da agenti infettivi resi non patogeni».



Perché i vaccini attenuati non si possono dare a chi soffre di immunodeficienze?

«A una persona con un sistema immunitario debole è preferibile scegliere vaccini alternativi, quelli prodotti con una parte del virus morto e quindi meno potente».

Secondo i riscontri scientifici, quante sono le persone con immunodeficienze gravi che non possono ricevere il vaccino anti Sars-CoV?

«Anche se non sono tantissimi i casi ci sono quindi dobbiamo tenerne conto. Il caso di Padova è esemplare».


Vuole spiegarci il caso di Padova?

«Una bambina immunodepressa non avrebbe potuto frequentare la scuola se i compagni di classe non fossero stati vaccinati per proteggerla».

Hanno creato una sorta di cordone sanitario?

«Esatto, una persona immunodepressa non può entrare in contatto con il coronavirus che crea la patologia Covid-19. In questi casi la persona immunodepressa si protegge vaccinando chi le sta attorno».

Scusi se insisto, in questi mesi abbiamo visto vaccinare malati oncologi, persone con problemi cardiaci seri, in questi casi il vaccino resta comunque consigliato?

«Assolutamente sì anche perché se i cardiopatici e oncologici non si vaccinano contro il Sars-CoV2 e, sfortunatamente, entrano in contatto con il virus e vengono contagiati, hanno buone probabilità di non farcela. Se un malato di cuore viene il Covid è morto».



Sta dicendo che, in questi casi, il rischio che corrono sopponendosi al vaccino anti Sars-CoV2 è inferiore a quello derivante dal Covid-19?

«Lo stiamo ripetendo dall’avvio della campagna vaccinale, vaccinarsi è importante per proteggere se stessi e gli altri».

Si può stilare una sorta di lista delle patologie che non consentono la vaccinazione?

«No questo non si può fare. Non è un problema di lista, in generale sono vaccini sicuri. L’unico problema è rappresentato da persone che presentano problemi allergici».

Cosa succede se si vaccina con un preparato a mRna un allergico alla Peg?

«Se quella persona ha un’allergia forte può andare in shock anafilattico».

Tutti gli allergici devono fare attenzione?

«La situazione va valutata da caso a caso. Ripeto il vaccino non va dato agli allergici alla Peg, la sostanza usata nella preparazione dei vaccini a mRna. Fondamentalmente i vaccini sono sicuri, i casi in cui non si possono somministrare sono pochi: vanno valutare le allergie e nel caso di condizioni di immunodeficienza non può essere dato il vaccino attenuto. In questo caso vanno adottare strategie alternative».

Chi sostiene la libertà di scelta ritiene poco convincente la sperimentazione dei vaccini fatta in un solo anno, lei cosa ne pensa?

«Il vaccino è un presidio di sicurezza assoluta. La piattaforma mRna era stata usata anni fa per produrre un vaccino anti cancro. Rispetto ad allora cambia solo il pezzettino che metti dentro. I vaccini a mRna già esistevano è stato accelerato l’inserimento di un frammento che non conoscevamo».

A questo punto l’appello è sempre lo stesso?

«Rispetto al rischio di incorrere negli effetti collaterali provocati dal vaccino, è più alto il rischio di entrare in contatto con il coronavirus che, a sua volta, può provocare ictus e trombosi. Quindi l’appello è sempre lo stesso: vaccinatevi». 

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