Padre morto di Covid, gara solidale per la famiglia

Il sindaco di Vajont Lavinia Corona

La comunità in aiuto alla moglie e alle tre figlie piccole di Bernard Boateng. Attivati anche i servizi di assistenza sociale. Non ancora fissati i funerali

VAJONT. La macchina della solidarietà istituzionale si è già messa in moto per stare a fianco della moglie e delle tre bambine di Bernard Boateng, il 45enne di Vajont scomparso mercoledì dopo aver contratto il Coronavirus. Nato ad Accra, capitale del Ghana, il 17 maggio aveva festeggiato il compleanno. Dopo qualche giorno il 45enne e la famiglia erano stati posti in quarantena perché positivi.

Il focolaio è stato segnalato al Comune, il cui sindaco Lavinia Corona ha subito attivato i protocolli di legge. Nessuno si sarebbe aspettato il peggiorare del quadro clinico e la successiva morte, avvenuta all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine dove Boateng era stato ricoverato. Il 45enne non risultava affetto da alcuna patologia pregressa che potrebbe aver amplificato l’infezione da risultare letale. Non sono stati ancora fissati i funerali: è probabile che la salma sia rimpatriata in Ghana per essere sepolta nel Paese di origine. Nel frattempo a Vajont e nell’intero mandamento è una gara di solidarietà per aiutare la moglie e le tre bimbe in tenera età.

Il primo cittadino dal punto di vista professionale si interessa del supporto psicologico a persone colpite da lutti e esperienze dolorose. Ieri Corona non è voluta entrare nel merito della situazione, limitandosi a ricordare come «in casi di questo genere vadano tutelati e protetti a ogni costo i minori». Si è attivato anche l’apparato dell’assistenza sociale «ma in punta di piedi e chiedendo permesso, perché prima vanno comprese le esigenze dei congiunti e va stabilita con loro la giusta comunicazione», come ha evidenziato il sindaco.

Boateng abitava da qualche anno a Vajont ed era impiegato come operaio in una ditta del maniaghese. Aveva prestato servizio anche per un connazionale che si è stabilmente stabilito in zona e che ha rilevato un’azienda di lavorazione del legname. Anche se ancora poco conosciuti nella comunità il 45enne e la famiglia sono stati descritti come persone rispettose e bene integrate. Ieri sui social network sono apparse decine di messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia, in cui si evidenzia la costernazione per la perdita del congiunto. Si tratta del quarto decesso accertato per Coronavirus tra i residenti di Vajont. 

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