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Molti affrontano la montagna, ma il Soccorso alpino avverte: «Attenzione anche ai sentieri»

UDINE. In montagna c’è ancora tanta neve e un’escursione può nascondere maggiori insidie. Proprio per questo, occorrono prudenza e accorgimenti utili.

La conferma arriva da Raffaello Patat, tecnico del Soccorso alpino Fvg con una lunga esperienza alle spalle.

«È facile trovare neve a basse quote e anche a esposizioni soleggiate – precisa –. Tutto ciò potrebbe portare a inconvenienti, visti i canali valanghivi colmi.

L’attraversamento dei sentieri, inoltre, può essere difficoltoso». Tra i pericoli che si celano in una situazione come quella attuale, c’è la scivolata sul pendio perché, dice Patat, «nello strato superficiale la neve si scioglie, ma in quelli più profondi resta dura e può portare, appunto, a sdrucciolare e cadere. È chiaro che ramponcini “minimali” non servono, in questi casi».

Oltre all’equipaggiamento adatto – consigliato l’utilizzo di ramponi adatti, ma anche di scarponi, pure a bassa quota – è consigliato muoversi in zone già battute in passato, dove c’è conoscenza sullo stato di regresso nevoso.

«Ma è importante – aggiunge l’esponente del Soccorso alpino – informarsi adeguatamente con i rifugisti e le guide alpine. È utile portare anche le corde per gli attraversamenti, e gli strumenti di assicurazione, a patto però di saperli utilizzare».

Un occhio di riguardo anche per il vestiario, “dosato” per il periodo e con un’accortezza in più: «Le temperature sono ancora basse, se dovesse capitare di passare la notte fuori in caso di inconveniente bisogna essere pronti, non vestiti troppo leggeri», aggiunge Patat. Fatto sta che le copiose nevicate di questo “infinito” inverno non si scioglieranno tanto presto, nemmeno a quote più basse.

«Proprio per questo non bisogna avere fretta di partire. Capisco la voglia di andare in montagna, dopo tutte le restrizioni a causa della pandemia, ma è necessario fare le cose con criterio, preparandosi fisicamente e mentalmente alle uscite.

Restano sempre valide le raccomandazioni tipiche – conclude Patat – dalla consultazione del meteo alla conoscenza preventiva dell’itinerario che si vuole intraprendere». —


 

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