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Il Piano della pubblica amministrazione per il Recovery, in regione più di 500 assunzioni: ingegneri, informatici, laureati ed esperti di aspetti legali

UDINE. Un’occasione importante per svecchiare gli uffici e alzare il livello di competenze della Pubblica amministrazione.

Cgil, Cisl e Uil vedono di buon occhio, seppure con qualche distinguo, l’infornata di assunzioni, mirate ai progetti del Recovery plan, voluta dal ministro Renato Brunetta.

Saranno 24 mila in tutta Italia le posizioni che verranno create, più di 500 in Friuli Venezia Giulia, regione che, proprio per la sua autonomia speciale, ha un apparato con numeri un po’ superiori alla media delle regioni a statuto ordinario.

E quindi negli enti locali, da adesso al 2026, anno in cui i progetti con i fondi Ue dovranno essere conclusi, arriveranno esperti legali, informatici, programmatori, ingegneri, matematici.

Figure professionali indispensabili ad avviare speditamente l’iter dei vari cantieri. I contratti saranno a termine, ed è proprio questo l’aspetto che ai sindacati piace di meno.

La critica arriva da Orietta Olivo, responsabile Funzione pubblica della Cgil del Friuli Venezia Giulia.

«Dopo una primissima lettura quello che posso dire è che: va bene, naturalmente, assumere, ma da quello che si capisce tutto lo sforzo è mirato ad assunzioni a tempo determinato - puntualizza Olivo - . È chiaro che in questo momento è necessario avere a disposizione più personale per attuare il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), ma la Pubblica amministrazione ha bisogno di un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato per coprire tutte le uscite che ci sono state e quelle che ci saranno, visto che il picco dei pensionamenti lo avremo nel 2023 e per rafforzare il sistema pubblico in modo da renderlo efficiente nel tempo e non solo nel momento contingente.

Si superano i 36 mesi previsti per il contratto a tempo determinato arrivando ai cinque anni e si introduce una clausola di risoluzione unilaterale per il mancato raggiungimento degli obiettivi annuali contraddicendo i principi stabiliti dall’attuale legge che prevede certamente una ricaduta negativa sul trattamento economico, ma si arriva alla risoluzione del rapporto di lavoro solo dopo reiterate valutazioni negative (un anno solo può non voler dire niente, magari una persona ha una lunga malattia, problemi gravi o altri motivi per non rendere come dovuto in un limitato periodo della propria vita lavorativa).

Sui limiti di spesa per il personale dovuti dall’articolo 23 del Decreto legislativo 75/2017 si rinvia ai singoli contratti nazionali di lavoro. In generale si interviene su materie relative alla contrattazione, senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali».

Più ottimista il segretario regionale della Uil Mauro Franzolini. «Certamente parliamo di oltre 500 assunzioni - spiega - , in quanto la Regione ha potestà legislativa, generalmente abbiamo un po’ di occupazione in più nella Pubblica amministrazione di quella che è tipica delle regioni ordinarie.

L’esigenza di ringiovanire, rinnovare e attualizzare la Pa è un dato di fatto incontestabile, servono figure dirigenziali, apicali che siano di supporto per uno sviluppo di risorse che possono poi ricadere sul territorio, dando beneficio all’economia.

Se vogliamo concludere i progetti del Pnrr dobbiamo avere strutture che impostano la progettualità, verificano gli aspetti legali e poi li portano a compimento.

L’operazione di Brunetta, alla fine, è un vecchio cavallo di battaglia di Cgil, Cisl e Uil. Quota 100 non ha portato ai reintegri che si speravano, sono solo usciti parte dei lavoratori che avevano maturato i requisiti pensionistici, ma spesso svuotando gli uffici.

Una delle nostre preoccupazioni principali è la stabilizzazione dei posti, solo con il tempo determinato si crea uno sviluppo duraturo sul territorio.

Ma comunque quello del governo è un primo passo, mi auguro che poi queste figure professionali, che sono di livello, vengano stabilizzate, che si possa procedere con i contratti a tempo indeterminato, quello è l’obiettivo e la speranza.

Poi è normale che in questo momento il reclutamento cominci con rapporti di lavoro a termine che sono specifici per un determinato e grande piano della ripartenza, ma l’importante è dare una risposta a un fabbisogno di progettazione, ricerca, consulenza che hanno anche le stazioni appaltanti.

Per lo sviluppo è indispensabile che entrino forze fresche, con titoli di studio elevati e specifici, così possono confrontarsi al meglio con i liberi professionisti e con le imprese». —

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