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Riaprono gli oratori: in cinquemila ai Grest organizzati nelle parrocchie friulane

Le prime iniziative per l’aggregazione in programma dal 21. Presenze dimezzate rispetto al 2019, ma si riparte


UDINE. Il motto è: avanti con cautela. Mascherine, distanze, vaccini (per chi fa in tempo). Gli oratori estivi ripartono, con qualche defezione e numeri ridotti, ma ripartono.

Aspettare ancora, proprio non si poteva. Da quando, a novembre, il vescovo Andrea Bruno Mazzocato ha sospeso in via cautelativa l’attività ordinaria degli oratori in presenza sono stati mesi difficili per i ragazzi e per le loro famiglie, disorientati mentre relazioni e punti di riferimento apparivano sempre più lontani. Il 26 maggio l’attività di programmazione è ripartita.


«L’aumento dei disturbi, la crescente tendenza alla depressione negli adolescenti e la richiesta di consulenze psicologiche ci hanno indotto a programmare una serie di iniziative destinate a riallacciare rapporti e a ricreare un’idea di comunità». A parlare è Giovanni Lesa, segretario della Pastorale giovanile diocesana.

Non tutte le parrocchie sono attrezzate per farlo, però: nel 2019 i Grest organizzati a livello diocesano hanno coinvolto 7.480 ragazzi, più altri 3.253 che hanno partecipano ai campi in montagna. L’estate 2020, con il carico di incertezze che l’ondata pandemica si portava al seguito, ha visto sfaldarsi quella realtà decimata da defezioni che hanno ridotto dell’80% le iniziative.

Ma quest’estate si riparte, con qualche tentennamento e un lieve ritardo rispetto agli anni scorsi, giusto il tempo di orientarsi fra le mutevoli norme in materia di prevenzione.

Una quarantina le realtà parrocchiali che hanno raccolto la sfida, accoglieranno circa 5 mila ragazzi. I primi a riaprire i battenti saranno il Bearzi e la parrocchia del Redentore il 21 giugno, ma a ruota ne partiranno molti atri, dalla parrocchia del Carmine a San Pio Decimo, fino a Paparotti dove l’estate giovanile sta prendendo forma grazie all’intraprendenza di un gruppo di mamme.

Ma oltre alla realtà udinese c’è quella dei paesi, da Pagnacco a Feletto, Campoformido, Treppo Carnico, Sutrio, Tolmezzo, Codroipo, Torreano, ma anche Pavia di Udine, Palmanova, San Giorgio di Nogaro, Carlino e Latisana, tanto per citarne alcuni.

E c’è la parrocchia di San Marco, sempre in città, che si sta organizzando per aprire a cavallo fra agosto e settembre. «Per sostenere le parrocchie che anche nell’estate 2021 avranno difficoltà a organizzare le tradizionali proposte residenziali, l’ufficio diocesano di Pastorale giovanile di Udine ha rinnovato un accordo con Bella Italia Efa Village per i campi estivi presso le strutture di Lignano Sabbiadoro o Piani di Luzza» annuncia Lesa.

Molti degli animatori hanno già fatto il vaccino, i ragazzi, con ogni probabilità, non faranno in tempo, e quindi ci si muoverà con la massima cautela: «Abbiamo ritenuto di rinnovare il patto di corresponsabilità con le famiglie, non più obbligatorio, eppure prezioso per favorire la massima sinergia fra le famiglie e gli organizzatori e scongiurare i rischi».

Starà ai familiari segnalare eventuali sintomi del virus e adottare comportamenti necessari, mentre gli organizzatori garantiranno l’applicazione degli standard di sicurezza.

È prevista la presenza di un coordinatore responsabile, un operatore di area educativa ogni 10 minori per la fascia d’età 3-6 anni, un operatore ogni 15 minori nella fascia d’età 7-17 anni, uno ogni 10 per i centri con pernottamento. E allora via a camminate, gite in bici, momenti di preghiera, laboratori distanziati e attività finalizzati a fare comunità. 

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