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Chiuso da anni, il Comune di Udine ci riprova a riaprire il bar Zecchini: deserto il primo bando

L’assessore: ricevute due manifestazioni di interesse. A breve i lavori al Piccolo bar che dovrebbe riaprire a luglio 

UDINE. Il Comune è pronto a pubblicare un altro bando per affittare il bar Zecchini dopo che il primo, pubblicato all’inizio dell’anno, è andato deserto.

«Dopo la scadenza - sottolinea l’assessore al Patrimonio, Francesca Laudicina - abbiamo ricevuto due manifestazioni di interesse per cui riteniamo che ci siano tutte le condizioni per avere dei riscontri positivi. A penalizzare la prima pubblicazione è stata, quasi sicuramente, la situazione di incertezza legata all’emergenza sanitaria». Tra chiusure e coprifuoco nessuno si è fatto avanti per la concessione dell’immobile di piazza XX settembre, ma il Comune non intende cambiare strategia e nemmeno rivedere al ribasso la proposta. «Al di là del fatto che il canone richiesto è stato deciso con il parere dell’Agenzia delle entrate - continua Laudicina - con la fine delle restrizioni imposte per limitare la diffusione del Covid e la ripartenza riteniamo ci siano buone possibilità di trovare imprenditore interessati come accaduto in precedenza con il Piccolo bar».


In quel caso, alla fine dello scorso anno, ci furono otto offerte e ad aggiudicarsi la gara per la concessione d’uso del locale di Palazzo D’Aronco sono state le Prosciutterie srl di San Daniele. Il canone mensile a base di gara era di 1.200 euro mentre l’offerta è arrivata a 1.510 euro. L’apertura, prevista inizialmente a febbraio, è però slittata e al momento è prevista a luglio. «C’erano dei lavori da fare che partiranno a breve - spiega Laudicina - per un importo complessivo si 32.761 euro che saranno scalati dagli affitti».

La stessa cosa accadrà anche per lo Zecchini di piazza XX settembre. L’immobile, situato all’interno del complesso denominato “Palazzetto Veneziano ha una superficie commerciale di 74 metri quadrati e una cantina di 40 e fa parte del demanio pubblico, essendo riconosciuto di interesse storico, archeologico e artistico. Il bene necessita di interventi che dovranno essere realizzati dal concessionario ma il cui importo complessivo stimato in 40 mila euro sarà poi scalato dagli affitti. Tra le altre cose è necessario l’adeguamento/messa a norma dell’impianto elettrico e di illuminazione, l’adeguamento del servizio igienico con sostituzione dei sanitari. Anche per questo la concessione avrà una durata di 12 anni, mentre il canone minimo, che come detto, molto probabilmente non sarà modificato sarà di 1.512 euro mensili.

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