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Il parere dell’esperto: «Un buon padre di famiglia evita possibili rischi, avendo disponibilità di fiale nei giovani usiamo un altro vaccino»

UDINE. «Di fronte al fatto che Astrazeneca provoca meno rischi trombosi alle persone anziane conviene non darlo ai giovani».

Carlo Tascini, il direttore della clinica di Malattie infettive dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, non vede nulla di male se, come sembra, il Comitato tecnico scientifico deciderà di non somministrare il vaccino anglo-svedese agli under 50 o 30.

È un modo per evitare possibili trombosi?

È la scelta che prenderebbe un buon padre di famiglia. L’incremento di alcuni casi di trombosi nei più giovani suggerisce di non somministrare AstraZeneca sotto una certa età.

Agli under 30?

Lo ripeto: considerato che c’è stato un incremento di alcuni casi di trombosi nelle giovani donne perché andare a cercare problemi quando c’è l’alternativa. Ai giovani si somministra un altro vaccino: nel momento in cui ho due vaccini a disposizione e uno di questi presenta meno rischi per i giovani, mi pare normale che al di sotto di una certa età vada somministrato il vaccino che riduce i rischi.

Anche se mancano le dosi?

Se mancano i vaccini si fa quello che si ha a disposizione, l’Inghilterra ha dimostrato che vaccinando tutti con AstraZeneca ha diminuito immediatamente i morti.

La nostra Regione non si è lasciata tentare dagli open-day, ha fatto bene?

Correttamente ha seguito i suggerimenti ricevuti dall’Aifa.

Il rapporto rischio-benefici premia sempre il vaccino?

Per chi si ammala di Covid il rischio trombosi è altissimo, molto più alto di quello che può provocare il vaccino AstraZeneca.

Vogliamo spiegare ancora una volta cosa si intende per percezione del rischio?

Le faccio l’esempio del morbillo, una malattia che ogni mille casi può provocare l’encefalite. Anche il vaccino contro il morbillo può provocare l’encefalite, ma succede una volta ogni milione di dosi somministrate.

Questo significa che il vaccino riduce il rischio encefalite di mille volte, ma non lo elimina. Se però i bambini non vengono vaccinati contro il morbillo il rischio encefalite a cui vanno incontro è più alto.

Nonostante le rassicurazioni perché molta gente continua a rifiutare il vaccino?

In Friuli Venezia Giulia c’è uno zoccolo duro di persone che ancora, nonostante gli effetti del Covid, non si vuole vaccinare.

Il Covid non è bastato?

Purtroppo no, neppure questa malattia è riuscita a convincere la gente sulla necessità della vaccinazione.

Ma anche i no vax si sono ammalati

«Abbiamo avuto pazienti contrari al vaccino che sono stati molto male. Il coronavirus provoca più del vaccino eventi avversi gravi e per questo motivo è importante sottoporsi alla vaccinazione.

I giovani lo stanno facendo?

Lo fanno anche se, in genere, non sviluppano infezioni gravi da Sars-coV2. I giovani si vaccinano per evitare di trasmettere il virus agli altri e per proteggere i loro cari, soprattutto i nonni.

Se temiamo i rischi del vaccino dovremmo abolire le motociclette che, a seguito degli incidenti stradali, rappresentano una delle prime cause di disabilità e di morte tra i giovani. Basta usarle con prudenza e i rischi si riducono.

Le persone con meno di 30 anni d’età che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca devono fare la seconda dose con lo stesso vaccino?

Visto che sotto i 30 anni AstraZeneca potrebbe creare qualche problema, in teoria per la seconda dose bisognerebbe cambiare, ma dal punto di vista burocratico non è previsto.

Quindi si ripete?

Al momento sì, la seconda dose va fatta.

Cambiare tipo di vaccino è rischioso?

Pensi all’anti influenzale, ogni anno si somministra un tipo di vaccino diverso. Conta la risposta antigenica non il tipo di vaccino. —

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