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Tricesimo, coro di proteste sul semaforo della Pontebbana: in un mese e mezzo comminate oltre mille sanzioni

TRICESIMO. La sua installazione era stata annunciata dall’amministrazione comunale per risolvere il problema del traffico e dei problemi di sicurezza in centro urbano a Tricesimo.

Ma da quando, poco più di un mese e mezzo fa, il semaforo sulla statale Pontebbana è entrato in funzione, la pioggia di multe che si è abbattuta sugli automobilisti poco rispettosi del codice della strada ha suscitato un coro di proteste: oltre 400 le sanzioni comminate ad aprile e 694 a maggio.

Fra le persone sanzionate anche i tricesimani, alcuni dei quali ne hanno collezionata più di una: c’è chi minaccia ricorso, chi si è rivolto al sindaco, chi giura di essere stato multato ingiustamente.

«Abbiamo dovuto correre ai ripari – spiega il primo cittadino Giorgio Baiutti – per garantire la sicurezza. Su quel tratto stradale passano anche 550 camion al giorno e migliaia di auto. La strada taglia in due paese e su ambo i lati ci sono centinaia di case.

La piazza sulla quale abbiamo installato il T-Red si trova alla convergenza di cinque strade e non erano pochi gli automobilisti che, contando sulla visibilità, passavano anche con il rosso, di notte poi, alcuni camion lo facevano passando anche a 70 km orari.

Il sistema, che è entrato in funzione e metà aprile, è dotato di un apparato informatico gestito dalla Maggioli e attrezzato con telecamere che registrano i passaggi anche notturni. È la polizia comunale che accerta le violazioni – precisa Baiutti –, mentre la predisposizione del verbale e il recapito all’automobilista è a cura dell’azienda. Su oltre un migliaio di sanzioni solo una sessantina riguarda i residenti».

Il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Renato Barbalace, difende l’operato dei T-Red, ricordando le lamentele dei concittadini in relazione agli incidenti stradali: «I semafori non servono per fare cassa – evidenzia Barbalace – siamo disponibili a trovare altre soluzioni per tutelare la sicurezza dei cittadini, ma di proposte ancora non ne sono arrivate.

I dispositivi producono una serie di fotogrammi per ogni infrazione rilevata, documentando il passaggio di un veicolo che ha proseguito la marcia nonostante la lanterna semaforica proiettasse luce rossa (violazioni ex articolo 146 comma 3 del CdS) o il superamento della striscia d’arresto prima della quale il conducente ha l’obbligo di arrestare il veicolo. L’amministrazione comunale ha ripetutamente annunciato l’installazione del semaforo».

L’importo della multa è di 116,90 euro più altri 15,30 se pagati entro 5 giorni, dal 6°al 60° giorno sono 167 più 15,30, con decurtazione di 6 punti dalla patente per il passaggio col rosso. Se non si comunicano i dati sul conducente, però la multa può arrivare a 291 euro, ridotta del 30% entro i primi cinque giorni.

Quanto alle tempistiche, il vicesindaco chiarisce che «l’arancio deve durare, per legge, almeno 3 secondi, il nostro semaforo è tarato oltre i 5 secondi. La sicurezza degli utenti in un incrocio così trafficato – osserva – è una garanzia per i concittadini». —

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