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Debiti con il Fisco per 1,2 milioni e con le banche: dopo 35 anni di attività fallisce azienda vitivinicola

FIUME VENETO. Sommersa dai debiti, l’azienda vitivinicola Vigna verde srl, con sede legale in via Malignani a Fiume Veneto, ha chiesto l’autofallimento per insolvenza dopo più di 35 anni di attività. Il tribunale di Pordenone l’ha dichiarata fallita il 3 giugno.

A far virare in rosso i conti, l’assenza di entrate a fronte degli ingenti debiti maturati, in cui pesano 1,2 milioni di euro nei confronti dell’Erario, oltre 250 mila euro nei confronti di tre banche, fra esposizioni di conto e un’ipoteca, altri 400 mila euro nei confronti della società che ha preso in affitto l’azienda e le salate sanzioni che il ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) deve ancora quantificare per la violazione delle normative antiriciclaggio, tfr non pagati per 130 mila euro.

Come si arriva all’autofallimento? A seguito di una verifica della Guardia di finanza di Ravenna in un’altra società nel luglio 2019, sono state contestate a Vigna Verde violazioni della normativa antiriciclaggio.

La società di Fiume Veneto ha pagato 27 mila euro di sanzione amministrativa. L’anno dopo le Fiamme gialle di Pordenone hanno fatto un accesso nella sede di via Malignani, accertando pagamenti in contanti, in violazione alla normativa antiriciclaggio e scoprendo ulteriori violazioni tributarie e fiscali.

Sul primo versante Vigna verde srl ha aderito alla definizione agevolata, versando 130 mila euro in attesa della quantificazione complessiva delle sanzioni da parte del Mef. Sul secondo fronte l’Agenzia delle entrate ha inviato sei avvisi di accertamento per evasione di Irap, Ires e Iva, per un totale di 1,2 milioni. La società ha poi raggiunto un accordo con l’Erario per un pagamento rateale in forma ridotta.

I problemi, però, non sono finiti. Vigna verde srl, nell’aprile 2019, aveva stipulato un contratto di affitto biennale dei beni aziendali (60 mila euro l’anno) e un preliminare di compravendita per più di un milione di euro con la società Cantina Vigna Verde (soggetto distinto, con altri proprietari). Dopo gli accertamenti fiscali, l’affittuario ha risolto i due contratti. A marzo di quest’anno, ne è stato firmato un terzo.

Poiché la Cantina aveva già versato a Vigna verde srl una caparra di 400 mila euro per la compravendita, le parti hanno convenuto che il canone di affitto dovuto (48 mila euro l’anno) sarebbe stato scalato dal debito. Così Vigna Verde, priva di entrate, non è più riuscita a pagare la prima rata dell’avviso di accertamento, né è riuscita a fare fronte ai debiti con banche e fornitori.

Non è restata altra scelta che portare i libri in tribunale. Seguono la procedura il giudice delegato Roberta Bolzoni e il curatore Alberto Poggioli. Vigna verde srl è assistita dall’avvocato di fiducia Sergio Gerin. Il 5 ottobre ci sarà l’adunanza dei creditori per la verifica dello stato passivo. —



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