L’addio a Loris Dominissini alla presenza dei compagni dell’Udinese Primavera campione d’Italia nel 1981

C’erano Luigi De Agostini, Franco Cinello, Paolo Miano, Maurizio Trombetta. Presenti anche Valerio Bertotto, Fabio Rossitto, Lorenzo Toffolini, Enzo Cainero

UDINE. Ne ha vinte tante di partite Loris Dominissini, sia quando calcava i campi di calcio, sia quando sedeva in panchina. «Sulla strada della vita ha trovato un avversario più forte di lui, il virus, che ha avuto la meglio. Da sportivi dobbiamo accettare la sconfitta, ma è dura». Così Mauro Ermacora, compagno di squadra di quell’Udinese Primavera capace di vincere il campionato nazionale nel 1981, l’ha ricordato, a nome di tutti i giocatori di quel periodo, intervenendo in duomo per l’ultimo saluto a Dominissini.

C’erano Luigi De Agostini, Franco Cinello, Paolo Miano, Maurizio Trombetta. «Loris era una grande persona e un grande amico, che ci ha lasciato tanto – racconta proprio Trombetta –. Era apprezzato come sportivo e come uomo. Quando ci si ritrovava era sempre un piacere parlare con lui di calcio e delle nostre cose».

Molti i volti noti della società bianconera, che vicino all’altare ha issato a lutto il suo stendardo: Valerio Bertotto, Fabio Rossitto, Lorenzo Toffolini, Enzo Cainero. Presenti anche Ermes Canciani per la Figc regionale, Antonio Falcone per il Comune e i rappresentanti delle squadre in cui Dominissini ha allenato o ha militato (Triestina, Pordenone, Reggiana, Pistoiese, Como, solo per citarne alcune).

«Era un combattente, in campo e nella vita – ricorda don Giancarlo Brianti –. Non mollava mai, e per questo il suo soprannome era “legionario”. Per i famigliari più stretti, la moglie Nerina, i figli Camilla e Jacopo, il padre Mirco, sono state settimane difficili, ma un po’ di conforto è arrivato dalle tante attestazioni di stima e di affetto degli sportivi e degli amici nei confronti di Loris.

Persona semplice e umile – aggiunge il parroco – è sempre rimasto legato alla sua terra, il Friuli, scegliendo di mettere a disposizione dei ragazzi il suo talento una volta chiusa la carriera». 

Il duomo si è riempito per salutare un’ultima volta Dominissini, morto a causa del Covid venerdì 4 giugno all’età di 59 anni, dopo essere rimasto quasi tre mesi ricoverato in ospedale. Non solo sportivi, ma anche tanta gente comune.

«Sono molti i ricordi che in questi giorni ci riempiono la mente – dice ancora Ermacora rivolgendosi al feretro del vecchio compagno – tanti aneddoti di quel 1981 e degli anni successivi. Abbiamo sperato fino all’ultimo di ricevere buone notizie sul tuo stato di salute, ma purtroppo il virus è stato più forte. Venerdì ci sarà la ricorrenza di quello scudetto con la Primavera, che avremmo voluto celebrare insieme davanti a un piatto di spaghetti. Il tuo ricordo – conclude – resterà indelebile in tutti noi: la tua eleganza, la sua attenzione per i dettagli, la tua Renault 5 color caffè latte sempre pulita e ordinata. Da lassù continua a dare un occhio al nostro gruppo. Siamo orgogliosi di averti avuto come compagno di squadra». 

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