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La notte degli striscioni degli ultras: «Basta Lignano, non ci andremo più e il Pordenone calcio torni a giocare in città»

PORDENONE. I tifosi, in generale, non vedono l’ora di poter tornare allo stadio. Non fanno differenza quelli pordenonesi, che sinora si sono potuti godere ben poco dei due, storici campionati in serie B della squadra neroverde.

Molti aspettano con ansia di farsi una bella gita a Lignano, magari già a Ferragosto per il derby di coppa Italia con l’Udinese.

Non tutti, però. A quelli più “caldi”, gli ultras, di avere la loro squadra del cuore a oltre 60 km di distanza la cosa comincia a scocciare parecchio e l’altra sera, in risposta alla convenzione triennale appena siglata dal Pordenone con l’amministrazione di Lignano per l’utilizzo dello stadio Teghil, hanno appeso striscioni di protesta in piazza XX Settembre.

In un post su Facebook, “Supporters” e “Bandoleros” hanno spiegato le loro ragioni: «La notizia del prolungamento della permanenza a Lignano – è la sintesi del loro sfogo –, ha fatto perdere definitivamente la pazienza a tutti noi che amiamo la squadra, i nostri colori e soprattutto la nostra città.

Ci siamo stufati di sentire le solite scontate e insignificanti proposte sul nuovo stadio, di sentire ogni anno esternazioni dai vari politici pordenonesi riguardo alla realizzazione di un nuovo impianto solo per racimolare qualche voto in più, e di questo modo di agire da parte della società.

La nostra squadra sta perdendo l’identità e quindi abbiamo preso una sofferta decisione: non presenzieremo più alle partire casalinghe fino a quando non avremo in mano progetti concreti per riportare alla nostra gente e al territorio il nostro Pordenone».

Una dura presa di posizione, alla quale così risponde il presidente Mauro Lovisa: «Facciamo un passo alla volta, con calma è intelligenza si farà anche lo stadio. In questo momento economico delicato meglio tifare per mantenere la categoria, Lignano non è poi così lontana. Prima o poi qualcuno lo stadio lo farà...».

L’assessore comunale allo Sport Walter De Bortoli si appella all’orgoglio pordenonese e “chiama” in causa la Cimolai: «Capisco lo sfogo dei tifosi – afferma –, ma lo stadio è una struttura complessa da realizzare, ci vuole tempo e ritengo che i tre anni della nuova convenzione con Lignano siano un periodo adeguato per costruirlo.

La società, però, deve venire in Comune con un progetto. L’amministrazione è pronta a supportare il club, vorrei lo fosse pure la gente di Pordenone, che sento ancora “freddina”.

E mi piacerebbe si muovesse una delle realtà più importanti al mondo del l’acciaio-cemento, che avrebbe l’occasione di lasciare un segno nella propria città». —

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