L’imprenditore Massarutto denuncia all’Antimafia il nuovo codice sulle gare

«Norma insensata e devastante» per le piccole realtà come la Idroelettrica Valcanale del manager tarvisiano

UDINE. Non usa giri di parole per bocciare l’articolo 177 del nuovo codice degli appalti, definendolo «insensato, devastante, criminogeno». L’imprenditore tarvisiano Gabriele Massarutto punta il dito contro la politica per l’introduzione di un dispositivo che mette a rischio una realtà come l’Idroelettrica Valcanale, storico distributore di energia elettrica, che come altre piccole imprese dello stesso tipo in tutta Italia, sarà costretto a esternalizzare l’80% dei servizi erogati, e quindi a fare a meno delle sue maestranze (150 mila persone sul territorio nazionale, una decina nel capoluogo della Valcanale).

«Si tratta di un articolo insensato perché pretende di punire aziende che operano in un settore regolato, costrette a subire il regime di concessione per un’attività svolta per anni con personale e strutture proprie – afferma Massarutto –. È devastante in quanto dispone il prevedibile licenziamento per legge di circa 150 mila dipendenti di aziende sane, operanti nel rispetto delle norme delle autorità di regolazione, ed è criminogeno in quanto l’unica organizzazione capace di mettere in piedi strutture per aggiudicarsi appalti miliardari per servizi che in questo momento nessuno saprebbe svolgere è la criminalità organizzata».

Parole forti quelle dell’imprenditore, che fatica a capire chi ci sia dietro a questa azione, soprattutto dopo che le forze politiche sono state convinte a ritirare gli emendamenti proposti nel decreto Semplificazioni e finalizzati alla proroga dell’applicazione dell’articolo al 31 dicembre 2021. Da qui la scelta di inviare una segnalazione alla Direzione nazionale antimafia. Una battaglia condivisa anche da sindacati e dalle associazioni di categoria Elettricità Futura e Utilitalia (si sono messi di traverso, invece, Antitrust e Ance).

«La ratio della norma di esternalizzazione non viene esplicitata – aggiunge Massarutto – ma è presumibile sia da ricercare nell’intenzione di ricreare gli effetti di quella concorrenza che non si è verificata al momento dell’affidamento, cioè quando la liberalizzazione introdotta dal decreto Bersani affidò per un periodo di 30 anni (dal 2000 al 2030) la distribuzione di energia elettrica ai soggetti già allora operanti. Per questo non ci fu procedura ad evidenza pubblica, per assicurare una continuità di esercizio nell’immediato». Per il fondatore dell’Idroelettrica Valcanale esternalizzare il servizio comporterebbe uno svilimento della professionalità delle maestranze («alcuni lavorano con noi da tre generazioni», ricorda Massarutto), vanificando tutti gli investimenti, in termini di sicurezza delle linee, realizzati negli anni (l’ultimo della serie, il collegamento transfrontaliero con la Carinzia).

«Il legislatore ha prodotto una norma – conclude Massarutto – il cui effetto sarà quello di frantumare le imprese, gettare in mezzo a una strada migliaia di dipendenti, duplicare inutilmente i costi, peggiorare la qualità del servizio. E tutto solo per “punire” alcuni operatori economici per un ipotetico “peccato originale” rappresentato dall’affidamento senza gara». Due le modifiche all’articolo 177 chieste da Massarutto: il restringimento del campo di applicazione escludendo, da un lato le realtà assoggettate all’azione di autorità indipendenti, dall’altro le attività che le imprese concessionarie svolgono avvalendosi di strutture di proprietà. —

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