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Anna Ciriani si candida a sindaco di Pordenone e svela simbolo e primi nomi: «La nostra è l’unica lista civica che va oltre i partiti»

PORDENONE. Mini abito color lilla, scollatura anni Cinquanta, scarpe color cipria. Tutto in tinta con il simbolo, mix «voluto» tra il rosso, colore della sinistra, e il blu, della destra; nel cerchio “Lista civica Anna Ciriani sindaca” con lo slogan #AmiAmoPordenone, un intreccio tra la bandiera rosso-bianca della città e tricolore, della Repubblica e fascia dei primi cittadini.

Disinvolta, preparata sulle tematiche nazionali e locali, Anna Ciriani, insegnante di lettere, storia e geografia al Cpa di Pordenone, scende in campo e ambisce a diventare la prima «sindaca» di Pordenone.

In diretta Facebook saluta «chi mi segue da tutta Italia», per concentrarsi subito sulle questioni locali.

Anna Ciriani si candida a sindaco di Pordenone: "Lo faccio per aiutare i miei concittadini"

La sua lista, «una civica vera e non civetta per sostenere un candidato», è in cantiere – «avrà metà uomini e metà donne, che vorrei fossero sempre più protagoniste» – così come il programma per la città del futuro «che amo più al mondo, visto che ci sono nata e ci vivo».

Un progetto di ampio respiro che intende coinvolgere tutti, giovani e anziani, disabili e adulti, animali. «Partirò dalle periferie per arrivare al centro città».

Non ha un politico nazionale di riferimento («ma rispetto molti statisti»), intende essere chiamata «sindaca», non teme l’omonimo in carica: «Vado avanti da sola, senza alleanze. Credo che i cittadini siano consapevoli e sappiano scegliere senza confondersi». Non anticipa nomi di una eventuale giunta, «ma sono circondata da persone in gamba».

Il futuro della città. Intanto, piazzetta Cavour: «Torni alla gente, con bambini che giocano, anziani che parlano, eventi, e meno commercio all’esterno».

Il Bronx sarebbe l’area ideale per un centro commerciale e per attirare coloro che sono “fuggiti” nei parchi fuori centro: «Ne trarrebbe vantaggio tutto il comparto commercio».

Nuovo ospedale: «È stato fatto col braccino corto. Ora ci si accorge che mancano spazi, personale, parcheggi. Chi vi lavora deve poterlo fare serenamente.

Dobbiamo fare di tutto perché torni ad essere un’eccellenza non solo regionale, ma italiana. Con la salute non si scherza». E, se eletta, «attiverei presidi medici anche nelle periferie».

Anna Ciriani non boccia i cantieri in toto. «Le fognature andavano fatte. Il problema è la viabilità perché un incidente blocca tutta la città».

No alle «strade strette» e nemmeno al taglio degli alberi «che poi rimettono nei vasi».

I soldi «ci sono e ci saranno per abbassare le tasse». E per continuare progetti, come il completamento della riqualificazione di via Cappuccini.

Scendono in campo i primi candidati. «Questa lista intende coinvolgere tutti, a prescindere dal colore politico», dice l’avvocato Francesco Furlan.

Anche sulle grandi scelte: «Evitiamo imposizioni estetiche. Quando si imposta una riqualificazione si dovrebbero chiamare a consulto i cittadini, che dovrebbero scegliere tra più proposte».

Attenzione ai giovani, «ogni classe ha avuto almeno un paio di studenti con problemi neuropsichiatrici post lockdown» denuncia Eliana Trevisan, insegnante che intende porre l’attenzione anche sull’educazione parentale.

Fare turismo non significa «più ciclabili, navigare il Noncello o un cammino: distinguiamo le escursioni dai viaggi», mette in guardia Paolo Lucangeli. «Faccia turismo chi sa farlo».

E, per il commercio, rilancia la grande distribuzione in centro. Chiuso o aperto al traffico’ L’invito è a guardare al Nord Europa, che fa scelte coraggiose e di successo. Sì, inoltre, alla connessione diretta e veloce, accessibile a tutti.

Infine Andrea Spinosa, che punta sul potenziamento dell’università e sulle proposte per i giovani: «Non sempre, anche se abbiamo studiato, vogliamo andarcene». —


 

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