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Fratelli positivi al Covid, il dolore della mamma: ho dovuto salutare i miei figli per sempre a 44 giorni l’uno dall’altra

CASSACCO. Vivevano l’uno per l’altra. Da sempre. Insieme avevano imparato negli anni a convivere con una malattia genetica degenerativa. Alessandro c’era per Sabrina e Sabrina c’era per Alessandro. A prendersi cura di loro, a sostenerli, c’era la mamma Rita, per tutti Agnese, la roccia della famiglia Antonelli che risiede a Cassacco. Tutti e tre avevano contratto il Covid. Tutti e tre erano stati ricoverati. Ma Alessandro e Sabrina non ce l’hanno fatta. E mamma Rita li ha dovuti salutare per sempre a 44 giorni l’uno dall’altra.

Sabato 3 aprile Sabrina, 55 anni, dipendente delle poste a Udine, si era sentita male ed era stata ricoverata all’ospedale di Udine dove era risultata positiva al coronavirus. Alessandro, 58enne, dipendente del Misericordia di Udine finché la malattia glielo aveva concesso, e la madre erano stati invece trasferiti a San Daniele, anche loro positivi. Alessandro non ce la fa: il suo cuore smette di battere il 13 aprile. Rita e Sabrina, che viene poi trasferita nell’area di emergenza a Palmanova, continuano a lottare in ospedale per altre settimane. Ma in questa battaglia Rita resta sola: la figlia muore il 27 maggio. «È un dolore che non si riesce nemmeno a spiegare» racconta. «Un dolore che non mi fa parlare, che mi spezza ancora il cuore» aggiunge. Rita, che due giorni dopo l’addio alla figlia ha compiuto 82 anni, affida il racconto alla nipote Barbara. «È stata una tragedia per tutta la nostra famiglia – spiega –. In questo percorso così doloroso noi abbiamo incontrato dei veri angeli, gli infermieri, i medici e tutti coloro che lavorano negli ospedali di Udine, San Daniele e Palmanova che ci hanno sempre assistito con grande umanità e professionalità, dimostrando pazienza e comprensione».


«Ora il nostro pensiero è per la zia Rita – prosegue Barbara – che, nonostante la vita non facile e i tanti sacrifici, è stata una roccia. Si è dedicata ai suoi figli con un amore infinito, ha sempre anteposto il bene degli altri alle sue necessità. Vivevano l’uno per l’altra. Lottavano assieme, si sostenevano, si davano forza a vicenda. E ora penseremo noi a sostenerla in questo momento così difficile».

Una vita insieme, fianco a fianco quella di Alessandro e Sabrina. Anche nel giorno dell’addio, svoltosi ieri, con la tumulazione nel cimitero di Terzo d’Aquileia. L’addio di una madre ai suoi «amatissimi figli, a loro che erano la mia vita».

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