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Pochi figli in regione: nel 2020 sono nati 2 mila bambini in meno rispetto a 9 anni prima

Trend in netta decrescita in Friuli Venezia Giulia dal 2012. Contrazione di 125 parti nel corso degli ultimi dodici mesi

UDINE. In Friuli Venezia Giulia nascono sempre meno bambini con un trend discendente, negli anni, che rischia di diventare davvero drammatico. L’occasione per tracciare il punto della situazione sulla natalità in regione è stata l’interrogazione presentata da Furio Honsell (Open-Sinistra Fvg) al vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi, in relazione alla ormai nota diatriba sui punti nascita di Palmanova (chiuso dal centrodestra) e Latisana (riaperto dall’attuale maggioranza).

«La realtà è che oggi – sintetizza l’assessore alla Salute per chiarire una delle principali problematiche dell’occidente e non soltanto del Friuli Venezia Giulia – una giovane coppia sempre più spesso deve decidere se mangiare oppure mettere al mondo un figlio». Questioni economiche, tutt’altro che banali, che dalle nostre parti la Regione, compatibilmente con le proprie possibilità, sta provando a risolvere con le forme di sostegno economico pensate dall’assessorato alla Famiglia, ma resta il fatto che i numeri non mentono e dicono – in estrema sintesi – che lo scorso anno, rispetto al 2012, in regione sono nati oltre 2 mila bambini in meno.

Nel 2012, infatti, la regione registrò complessivamente 9 mila 907 nuovi nati, mentre alla fine dello scorso anno il totale non è andato oltre i 7 mila 866 con una decrescita, pertanto, pari esattamente a 2 mila 41 bambini. E se il trend è stato, di fatto, identico nel corso di tutti i nove anni presi in considerazione – a eccezione del 2016 quando si registrò una crescita di circa 140 nati in più rispetto al 2015 – anche nel confronto tra lo scorso anno e il 2019 si nota una decrescita, complessiva, di 125 neonati.

All’interno di un trend di decrescita netta, inoltre, diventa interessante analizzare l’andamento dei vari Punti nascita della regione sempre più spesso finiti al centro della polemica politica e delle riforme varate dalle amministrazioni che si sono succedute, negli ultimi anni, alla guida del Friuli Venezia Giulia. Così, ad esempio, si scopre che in regione ormai si nasce più a Udine che a Trieste (mille 543 parti contro mille 481, stando ai dati del 2020) con Pordenone stabilmente al terzo posto (mille 191). E se a Gorizia non ci sono più parti dal 2015, quando, cioè il centrosinistra chiuse un Punto nascita poi mai riaperto nemmeno dal centrodestra, Latisana ha pagato il conto della riforma Telesca nel 2017 e 2018 – con appena cinque nascite in due anni – recuperando, tuttavia, a partire dal 2019 con Riccardi e superando la fatidica quota dei 500 parti lo scorso anno (537).

Attenzione, però, perchè l’altra faccia della medaglia della riforma targata Riccardi è stata la chiusura del Punto nascita di Palmanova, così nella città stellata si è passati dai 780 parti del 208 ai 377 dell’anno successivo e, ovviamente, allo zero del 2020. Nel confronto sui dodici mesi, inoltre, balza agli occhi anche il dato di Monfalcone – con un calo di 118 nati da un anno all’altro – e pure di San Vito al Tagliamento (-124), mentre in controtendenza, a parte gli hub principali, c’è l’ospedale di San Daniele che ha fatto segnare un balzo in avanti di 18 parti rispetto al 2019.

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