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Si può andare in Croazia anche dopo il vaccino: abolita l’attesa di 14 giorni

E dal prossimo fine settimana inoltre dovrebbero scattare anche misure meno rigide per bar e ristoranti: il coprifuoco scatterà cioè un’ora più tardi, alle 24 anzichè alle 23

TRIESTE. L'incidenza dei contagi continua a diminuire e anche oltreconfine iniziano ad allentarsi le restrizioni anti-Covid. Succede ad esempio in Croazia, che ha reso un po’ più “agevole” attraversare i suoi confini: i cittadini dell'Unione europea potranno infatti entrare nel Paese subito dopo la seconda dose di vaccino, quindi senza dover più aspettare i 14 giorni obbligatori finora.

In alternativa, per entrare in Croazia, è necessario esibire un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Ricordiamo che Zagabria è già collegata con il sistema europeo che emetterà a partire dal prossimo 1 luglio i Greenpass per rendere i viaggi in Europa meno scomodi e soprattutto più sicuri. Dal prossimo fine settimana inoltre, secondo indiscrezioni di stampa, dovrebbero scattare anche misure meno rigide per bar e ristoranti: il coprifuoco scatterà cioè un’ora più tardi, alle 24 anzichè alle 23.

Maglie meno rigide da ieri anche in Slovenia. L'Adriatico croato, la Svizzera, il Vaticano, la provincia austriaca del Tirolo, Cipro, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Germania, Polonia, Slovacchia, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Montenegro, infatti, non sono più nella lista rossa stilata dal governo di Lubiana per identificare i Paesi a più alto rischio contagi.

Questo significa che chi proviene da quelle zone può entrare in Slovenia senza obbligo di dover osservare la quarantena domiciliare: basta fornire all'ingresso la prova di aver risieduto ininterrottamente in un'area non rossa per almeno cinque giorni prima di entrare nel Paese.

Discorso a parte, come noto, per i cittadini del Friuli Venezia Giulia, area gialla per il governo sloveno. I corregionali possono già entrare in Slovenia senza obbligo di quarantena e senza dover esibire tampone o certificato vaccinale a patto però che gli spostamenti avvengano nell’arco di 60 chilometri dal proprio domicilio e per un arco di tempo non superiore alle 24 ore. E allo stesso modo possono rientrare in Italia senza obbligo di test o tampone in base al principio di reciprocità (che non vale invece come visto per la Croazia).

D’ora in poi, però, le cose miglioreranno ulteriormente. In base alla nuova norma si potrà andare in vacanza in Slovenia di più giorni senza restrizione alcuna. In mancanza di nuove regole da parte italiana, però, se la vacanza in questione si svolgerà in una località che dista a più dei sopracitati 60 chilometri dal Fvg, al rientro in Italia anche i vaccinati dovranno avere un test rapido negativo.

Una persona che lascia la Slovenia e vi ritorna prima di cinque giorni non deve presentare la prova del soggiorno ininterrotto di cinque giorni in un’area non rossa o rosso scura, dopo il ritorno. Per prova si intendono ricevute di ristorante do hotel o scontrini di negozi, bar o centri commerciali che attestino la presenza nell’intervallo di tempo richiesto dalla normativa. L’impressione è che Lubiana si muova ancora con prudenza, ma che sia in arrivo un’ulteriore apertura a breve dei suoi confini.

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