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In Fvg test e vaccini incrementano l’uso dell’app Sesamo: nel 2021 accessi in crescita di oltre il 70%

UDINE. C’è probabilmente un unico fattore positivo legato alla pandemia di coronavirus che ha sconvolto la vita dell’intero pianeta e quindi, ovviamente, anche del Friuli Venezia Giulia e cioè la spinta all’informatizzazione e all’utilizzo delle nuove tecnologie pure in una regione tendenzialmente restia come la nostra, data anche un’età anagrafica tra la popolazione residente non certo tendente al verde.

Così, infatti, in questo anno e mezzo di pandemia abbiamo assistito a un balzo in avanti notevole, per quanto ancora ampiamente migliorabile, dell’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico Sesamo grazie, soprattutto, alla possibilità di scaricare dal portale online il risultato dei tamponi e, da qualche mese, anche i certificati delle vaccinazioni anti-Covid.

La storia e i numeri

Il Fascicolo sanitario elettronico, in Friuli Venezia Giulia, vede la luce a fine marzo 2019 dopo oltre una legislatura di attesa.

Al suo interno trovano spazio, inizialmente, i principali dati sanitari in possesso della Regione dal 1979 oltre a quelli che i cittadini possono liberamente “caricare” nel sistema.

Per accedervi, però, è necessario utilizzare la propria identità digitale, cioè volgarmente lo Spid, non ancora particolarmente diffuso nel Paese e in Regione.

Non sorprende, pertanto, che nei poco più di otto mesi che separano il battesimo di Sesamo dalla fine dell’anno risulti essere stato attivato da appena 11 mila 15 residenti in Friuli Venezia Giulia per un totale di 57 mila 633 accessi al portale e 12 mila 487 consultazioni specifiche.

Poi, però, arriva il 2020, l’emergenza comincia a farsi sentire anche a Nordest e, con essa, la necessità di effettuare una gran massa di tamponi, in particolare nella seconda parte dell’anno con il diffondersi della seconda ondata.

La Direzione Salute, quindi, decide di caricare su Sesamo i risultati dei tamponi, così come i certificati di fine positività, e dunque diventa quasi fisiologico un notevole aumento dell’utilizzo che porta, a fine anno, a 96 mila 818 cittadini “iscritti” al portale che valgono 1 milione 310 mila 644 accessi e 121 mila 114 fascicoli consultati.

Il 2021, infine, è l’anno delle vaccinazioni – e pure dal 1° marzo dell’obbligo di utilizzo dello Spid per accedere a tutti i servizi della Pubblica amministrazione – con la possibilità di scaricare da Sesamo i relativi certificati.

Il risultato, in sintesi, è un aumento del 71% degli accessi nei primi cinque mesi – siamo a quota 2 milioni 235 mila 410 –, con 191 mila 227 fascicoli consultati e 158 mila 855 cittadini, cioè più o meno il 13% della popolazione regionale, che hanno attivato Sesamo.

La soddisfazione di Riccardi

Questi numeri, presentati lunedì 14 giugno in III Commissione dall’assessore Riccardo Riccardi, valgono la soddisfazione della Direzione Salute per l’andamento, in netta crescita, dell’utilizzo di Sesamo.

«I dati relativi agli accessi alla piattaforma informatica Sesamo – ha detto Riccardi –, con il +71% in questi primi mesi dell’anno, rispetto al 2020, dimostrano l’efficacia di uno strumento che con la pandemia sta offrendo un servizio informativo e documentale importante ai cittadini e agli stessi operatori del Sistema sanitario regionale».

Come ha sostenuto il vicepresidente della Regione, inoltre, «la capacità di garantire il flusso delle informazioni» è «strategica per poter governare i processi sanitari» come si è visto nel corso dell’emergenza Covid.

«La disponibilità dei dati sanitari individuali da parte della Regione inizia nel 1979 – ha detto – e questo dimostra come su questo tema si sia sempre lavorato con spirito innovativo.

Un’opera che in questi ultimi anni abbiamo incentivato e che oggi ci consente di poter disporre di un patrimonio come poche altre Regioni in Italia».

In prospettiva, invece, Riccardi ha rappresentato la necessità che il flusso dei dati funzioni in un regime di complementarità che superi i confini regionali, nell’ottica di una rete nazionale capace di dialogare con tutti i sistemi sanitari del Paese.

Per il Friuli Venezia Giulia, considerata la sua collocazione geografica, c’è tuttavia anche la necessità di poter interagire sul circuito internazionale, in considerazione dei rapporti transfrontalieri con Slovenia e Austria.

«Mi auguro – ha chiosato Riccardi – che la nostra esperienza possa essere presa d’esempio anche da altre realtà».

La campagna vaccinale

Nella giornata di domenica, parlando invece della campagna vaccinale, il Friuli Venezia Giulia ha aggiunto al totale delle somministrazioni effettuate poco meno di 10 mila iniezioni portando il totale, aggiornato a lunedì mattina, a quota 871 mila 918 dosi inoculate pari al 92,3% di quelle fin qui assegnate alla Regione.

Il cronoprogramma negli otto giorni che si sono aperti lunedì 14 e che si concluderanno lunedì 21, andando oltre, prevede complessivamente, tra prime dosi e richiami, 78 mila 381 vaccini.

Il tutto, però, a fronte di un potenziale più alto, con ancora all’incirca 7 mila 500 slot liberi, e un obiettivo ministeriale di 95 mila 80 dosi per una media giornaliera di 11 mila 885 iniezioni.

Una quota, questa, che però la Regione con il 93% di fiale Pfizer utilizzate il 96% di quelle Moderna può essere raggiunta soltanto con quelle 30 mila vaccini in più, per anticipare le prenotazioni di fine mese e inizio luglio, chieste a Roma, ma su cui non c’è ancora stata una risposta ufficiale. —

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