Statua della Giustizia: le Belle Arti bloccano il restauro

Il Comune di Udine è pronto a ricorrere al Tar

UDINE. La Soprintendenza dice no alla doratura della statua della Giustizia e il Comune ricorre al Tar. La decisione di impugnare davanti ai giudici amministrativi il provvedimento delle Belle Arti è maturata nel corso della giunta comunale.

Per il sindaco Pietro Fontanini l’intervento è finalizzato a «riportare all’antico splendore la statua della Giustizia di piazza Libertà perché la doratura fu eseguita dal Comune già nel 1600», ma evidentemente le Belle arti non sono dello stesso avviso.

Ad avviare l’iter era stato «un’istanza di autorizzazione alla doratura degli elementi metallici della statua della Giustizia, eretta al sommo della colonna che si innalza sul terrapieno di piazza Libertà» presentata dal Comune il 14 dicembre dello scorso anno con tanto di relazione tecnica dell’intervento di restauro integrata poi, lo scorso 18 marzo, con la «documentazione integrativa comprovante le notizie storiche, in precedenza solo accennate, dell’originaria doratura degli attributi metallici della statua della Giustizia».

Un’integrazione che non ha fatto cambiare idea alle Belle arti. «La nostra avvocatura - ha spiegato l’assessore ai Contenziosi, Silvana Olivotto - ha ritenuto il diniego della Soprintendenza immotivato e illegittimo. La motivazione principale è legata al fatto che la statua è stata da poco restaurata ma la doratura non interferirebbe in alcun modo con l’intervento già completato, anzi lo rafforzerebbe con l’utilizzo di una foglia d’oro per ricoprire la spada, la bilancia e la corona».

La parola quindi, passa al Tar. Per un restauro al momento sospeso, un altro sarà invece completato a breve. Coop Alleanza 3.0 sosterrà il restauro del dipinto della Trasfigurazione (risalente al 1600 circa), attribuito a Palma il Giovane, e conservato nei Civici musei.

Il restauro sarà sostenuto con un contributo di 17 mila euro grazie a “Opera tua”, il progetto che sposa il sostegno alla cultura, attraverso la valorizzazione e il recupero di capolavori locali. «La vittoria dell’opera di Palma il Giovane - ha commentato Fontanini - non può che renderci orgogliosi e soddisfatti, anche perché ci offre l’occasione per restituire finalmente agli udinesi e ai molti appassionati d’arte che ogni anno visitano la nostra città un capolavoro della pittura veneta seicentesca da troppo tempo dimenticato».

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