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Entro ottobre in liquidazione gli indennizzi forfettari: in Fvg centinaia di ex soci di BpVi e Vb, accreditate cifre fino a 50 mila euro

UDINE. Sono già centinaia gli ex soci friulani di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto banca che hanno incassato, con un bonifico accreditato sul conto corrente, l’anticipo del risarcimento del Fir (Fondo indennizzo risparmiatori) per il denaro andato in fumo con azioni od obbligazioni delle due ex Popolari venete liquidate nel giugno di 4 anni fa.

Dalla nostra regione sono state inviate a Roma circa 5 mila richieste di rimborso (gli ex soci che hanno denunciato perdite sono però almeno 15 mila).

«Noi seguiamo 1.500 pratiche - dice la presidente di Consumatori attivi l’avvocato udinese Barbara Puschiasis - e tra i nostri assistiti sono 200 coloro che ci hanno confermato l’accredito dell’indennizzo».

Intanto giovedì 17 giugno si è tenuto un incontro tra i vertici della Consap, la concessionaria dello Stato incaricata di gestire il Fir, e le associazioni dei risparmiatori traditi.

«Del miliardo e mezzo di euro - aggiunge Puschiasis che ha partecipato alla riunione - stanziato dal governo per i risarcimenti, a oggi sono stati liquidati 250 milioni di euro, pari al 30% di quanto ciascuno di loro ha perduto.

Consap ha chiuso la valutazione su 76 mila domande delle 144.145 totali pervenute, mentre per altre 75 mila sono state richieste integrazioni indispensabili per l’approvazione.

Entro ottobre Consap conta di concludere il pagamento degli indennizzi per il binario cosiddetto forfettario, quello che riguardava risparmiatori con un reddito fino a 35 mila euro e beni mobiliari fino a 100 mila euro.

Poi si avvierà la valutazione e il pagamento delle domande che supereranno l’esame dell’apposita commissione, che rappresentano il 20% del totale».

Ma nell’intricato percorso che porterà a un parziale indennizzo, non tutto è rose e fiori.

«A oggi i risparmiatori lamentano comunque ritardi nella procedura di pagamento - aggiunge la presidente di Consumatori attivi - e il presidente della Commissione tecnica del Fir Servello proprio nell’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, ha spiegato che i ritardi sono dati da una norma nuova, articolata, da apparati burocratici che non collaborano (Agenzia delle entrate - Ragioneria dello Stato e Mef) e da una politica che purtroppo si muove per spot elettorali e non per risolvere le reali problematiche del Fondo.

Mai parole furono tanto condivisibili da noi di Consumatori attivi che lo stiamo sottolineando da sempre».

Tra gli aspetti irrisolti c’è il fatto che i risparmiatori che hanno un reddito superiore a 35 mila euro e un patrimonio mobiliare che supera quota 100 mila euro debbano ancora dimostrare al Fondo di aver subito violazioni massive per essere indennizzati, nonostante le pronunce della giurisprudenza e gli esiti delle ispezioni delle vigilanze nonchè quanto emerso in Commissione d’inchiesta.

«La soluzione a questo punto - conclude Puschiasis - , che continuiamo a ribadire da tempo, è che si assumano gli esiti di questi organismi e quindi si proceda ad autorizzare i rimborsi alla luce degli accertamenti già avvenuti.

A oggi sia Amco (per le linee di credito delle Lca) sia Intesa (per le linee di credito cedute a essa dalle Lca in quanto in bonis) stanno inviando lettere per chiedere il rientro dalle esposizioni debitorie con l’invio di estratti conto con somme a debito astronomiche.

Ormai è da anni che ribadiamo in tutti i tavoli anche governativi la necessità di procedere alla chiusura con compensazione tra debiti e crediti».

Insomma, molti ex soci delle due Popolari venete hanno ancora davanti una strada piuttosto tortuosa.

Chi invece ha avuto la fortuna di incassare il denaro del Fir, è riuscito a chiudere importanti posizioni di indebitamento.

In tanti, infatti, dopo aver perso ogni risparmio con il crollo delle azioni BpVi e Vb, si erano ritrovati senza più un soldo in banca e impossibilitati a far fronte alle più semplici necessità economiche quotidiane. —

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