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La perizia di un geologo: «Il lago di Barcis è a rischio». Esposto del sindaco: il terrapieno della strada può crollare

BARCIS. C’è un esposto depositato in Procura che spiega per filo e per segno i rischi idrogeologici che corre il territorio di Barcis se non venissero conclusi con estrema urgenza i lavori della nuova viabilità della destralago.

A presentare la segnalazione ai magistrati di Pordenone è stato il sindaco Claudio Traina dopo aver a propria volta ricevuto una relazione di un geologo secondo la quale i cambiamenti di livello del bacino mettono a potenziale pericolo l’intera Val Pentina.

Con la conseguenza di un potenziale isolamento di quattro frazioni in cui ci sono anziani allettati e aziende agricole.

«Il terrapieno della futura strada non è stato ancora rinforzato e il moto ondoso potrebbe far collassare il materiale ghiaioso che è stato accumulato per dar forma alla scarpata – ha sottolineato il primo cittadino –. Non posso far finta di niente.

I tecnici temono l’innescarsi di frane che potrebbero bloccare buona parte della vallata. La gestione del lago sta diventando problematica e è giusto che tutti si assumano le proprie responsabilità».

Il cantiere per la viabilità alternativa è ancora fermo. Da maggio gli operai non hanno potuto ultimare le opere, finanziate con 5 milioni di euro e sospese a causa dell’elevato livello dell’impianto.

Un accordo tra consorzio di bonifica, Regione e Edison prevedeva lo sversamento in direzione di Ravedis, consentendo così alle maestranze di finire i pochi interventi che ancora mancano all’appello. Già con fine maggio si sarebbe dovuto raggiungere una quota dell’acqua tale da permettere il riavvio.

«Invece e senza un motivo apparente non è stato ancora fatto nulla e il prossimo 30 giugno il consorzio rivendicherà il diritto di accumulare scorte idriche per l’estate – ha aggiunto Traina –. A quel punto i lavori stradali saranno rinviati a ottobre, ma le piogge autunnali potrebbero far slittare ulteriormente la riapertura del cantiere. Potremmo ritrovarci direttamente al 2022 inoltrato.

Nel frattempo il moto ondoso potrebbe erodere gli inerti non ancora cementati e far crollare la carreggiata. Non so di chi sia colpa ma qualcuno deve rispondere di quanto sta succedendo sulle nostre teste».

Traina ha elencato i danni che subirebbe la Valcellina se venisse realmente decretato uno stop alla nuova viabilità sulla quale in futuro transiteranno i camion dello sghiaiamento.

«Il turismo potrà ufficialmente dichiararsi morto insieme ai redditi di decine di residenti e piccole aziende del territorio», ha concluso l’amministratore di Barcis. Il quale fa notare come basterebbe far scendere di un metro e mezzo l’attuale portata del bacino.

«Ho visto gli operai entrare in acqua fino alla cintola pur salvare il salvabile e ciò è inaccettabile», è stato il messaggio di Claudio Traina. —


 

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