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La Soprintendenza sulle torri-faro del vecchio “Friuli”: «Dovevano restare allo stadio, vanno tutelate e non distrutte»

UDINE. Le torri-faro del vecchio stadio Friuli non vanno demolite, trattandosi di un’opera d’arte tutelata da una legge dello Stato, la numero 717 del luglio 1949.

A stabilirlo è un’informativa che la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia ha inviato al Comune il 12 maggio, stoppando, di fatto, l’iter per la distruzione dei due manufatti realizzati da Luciano Del Zotto nel 1981.

L’amministrazione, con una determina, aveva già incaricato la Coveg srl, istituto di vendite giudiziarie, di disfarsi delle due torri, definendole «rottami ferrosi».

Si riapre, quindi, il dibattito su come utilizzare i due manufatti, parcheggiati dal 2014 nell’ex caserma Osoppo (con l’avvio del cantiere per il nuovo stadio), con una parte delle opposizioni che si rallegra per il loro salvataggio. Non solo: non potevano essere neppure spostate.



La Soprintendenza

A chiamare in causa le Belle Arti era stato il Centro friulano arti plastiche, nel marzo 2021, chiedendo lumi sulla possibilità di distruggere «opere d’arte contemporanea realizzate ai sensi e per gli effetti della legge 717/49».

Nella missiva firmata da Simonetta Bonomi, la Soprintendenza mette nero su bianco il fatto che tali manufatti, «per la loro natura intrinseca e per il legame costitutivo con lo spazio dell’edificio pubblico di cui sono ornamento, assumono la qualificazione giuridica di beni demaniali e del patrimonio indisponibile dello Stato», e come tali vanno tutelate.

Ma le Belle Arti dicono anche qualcosa in più, specificando che tali opere non solo «non possono essere distrutte, deteriorate, danneggiate o adibite a usi tali da arrecare pregiudizio alla loro conservazione», ma di regola «non possono essere spostate o collocate in siti diversi da quelli individuati negli elaborati del progetto definitivo», salvo per motivi straordinari e su autorizzazione rilasciata dal soprintendente competente per territorio.

Via libera che potrebbe essere arrivato nel 2014 al momento del rifacimento dello stadio Friuli, quando l’Udinese le fece trasportare nell’ex caserma.

Secondo una delibera del 5 ottobre 2015 la società aveva 180 giorni di tempo per ricollocarle in zona stadio.

Tempistica mai rispettata: sempre secondo quella delibera dopo il 180° giorno l’Udinese avrebbe dovuto pagare 500 euro giornaliere di penale.

La reazione del vicesindaco

Dopo aver ammesso di volersi disfare delle due torri-faro, vendendole come ferro vecchio (la stima del loro valore era stata fissata in 4 mila euro), Loris Michelini deve prendere atto della decisione della Soprintendenza.

«Al nostro arrivo le due torri non solo erano state spostate dal loro luogo originario, ma anche tagliate e gettate nella ex caserma Osoppo ad arrugginirsi. Chiederò al Soprintendente cosa dovremmo farne e chi, all’epoca, ne autorizzò la rimozione.

Lo ripeto, ce le siamo trovate buttate in un piazzale, e con l’avvio del cantieri per il recupero della vecchia caserma abbiamo ragionato sul da farsi».

La giunta, a fine 2020, aveva preferito optare per la distruzione delle torri faro, considerato che per un loro recupero sarebbe stato necessario spendere circa 150 mila euro.

«La Soprintendenza – incalza Michelini – è a conoscenza dello stato in cui versano i due manufatti? Attendiamo indicazioni su come procedere».

L’euforia di M5S e Pd

Se Michelini appare seccato dalla decisione delle Belle Arti, sono invece sollevati i consiglieri Domenico Liano (M5S) e Carlo Giacomello, che si erano adoperati per salvare le opere di Del Zotto.

«Esiste un impegno del consiglio per salvaguardare le due torri faro, e negli ultimi anni abbiamo più volte sollecitato la Soprintendenza a intervenire. Sono felice che l’abbia fatto.

È una buona notizia per tutti quando si riesce a tutelare un bene pubblico che ha tutti i requisiti per essere salvaguardato».

Di «grande vittoria» parla Giacomello: «Mi piacerebbe venisse ripresa l’idea dell’architetto Adalberto Burelli di recuperare le due torri e posizionarle all’ingresso della città, magari proprio nell’area dello stadio».

Che fare ora?

A tentare di dare una risposta è il consigliere di Autonomia regionale, Marco Valentini: «Presenterò una mozione chiedendo che le torri siano collocate al parco Moretti, magari distese, vista la storia calcistica di quell’area verde.

Un modo per valorizzarle e metterle in sicurezza rendendole visibili a tutti», precisa Valentini.—

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