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Udine, il capo dello Stato respinge il ricorso contro la rotatoria di viale Venezia. Il sindaco: conclusa una battaglia assurda

2020

UDINE. Ha avuto un iter travagliato, tra ricorsi al Tar, nascita di un comitato e addirittura il coinvolgimento del capo dello Stato. Alla fine, però, il Comune è riuscito ad avere la meglio, realizzando, nonostante tutto, una nuova rotatoria tra viale Venezia e via Ternova.

L’ultimo “successo” è giunto in seguito a un ricorso straordinario al capo dello Stato contro il via libera dato all’opera da parte della Soprintendenza Fvg. A farsi promotori dell’iniziativa sono stati Claudia Gallanda, Irene Giurovich, Carlo Soriano e Ugo Rossi.

«Il presidente della Repubblica, dando ragione al Comune di Udine – commenta con soddisfazione il sindaco Pietro Fontanini – ha messo la parola fine a questa assurda battaglia portata strumentalmente avanti da alcuni cittadini contro un’opera che va a migliorare la viabilità di una delle principali arterie della nostra città».

Come indicato nel decreto del Capo dello Stato datato 26 maggio 2021, con il quale si recepisce il parere del Consiglio di Stato sulla questione, che ha ritenuto improcedibile il ricorso straordinario. L’opera in questione è entrata in funzione nel dicembre 2020, migliorando la viabilità di fronte al supermercato Lidl (è stato proprio il gruppo della grande distribuzione a finanziare la nuova rotatoria).

«Un intervento – ricorda Fontanini – a costo zero per la cittadinanza, che eliminando il semaforo da un lato rende più sicura la strada, dall’altro riduce sensibilmente l’inquinamento altrimenti prodotto dalle auto in attesa con il motore acceso.

Non possiamo quindi che essere soddisfatti per questa decisione che dimostra una volta per tutte la correttezza della procedura adottata e pone fine al tentativo di alcuni di bloccare un’opera utile e migliorativa della viabilità cittadina», conclude Fontanini.

Per contrastare la nascita della nuova rotatoria, alla presentazione della prima proposta progettuale, era sorto un comitato, “Salviamo viale Venezia”, che aveva criticato l’abbattimento di alcuni platani (piante effettivamente tagliate, con nuovi esemplari che però sono stati piantumati sempre lungo il viale).

Poi a finire nel mirino erano stati prima la classificazione delle strade coinvolte dall’opera, poi le caratteristiche del nuovo impianto di illuminazione. Nonostante manifestazioni, esposti e ricorsi, il Comune ha tirato dritto, riuscendo a portare a termine i lavori.

Ci sono stati due ricorsi anche da parte del Policlinico Città di Udine e dalla Som Spa per alcuni elementi progettuali, che a loro dire avrebbero stravolto «la viabilità dell'area peggiorando l'assetto esistente, con gravi ripercussioni sul traffico in corrispondenza dell'intersezione e delle immissioni sui controviali, gli accessi, i passaggi pedonali e la sicurezza dei transiti ora regolati dai semafori».

Ricorsi che alla fine sono stati dichiarati irricevibili. A breve il viale sarà interessato dal cantiere di altre due rotatorie, tra via Mazzucato e viale Firenze e tra via Gabelli e via Birago. Alessandro Cesare

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