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Muore sulla spiaggia: ecco chi era l’uomo di 59 anni stroncato da un malore sotto gli occhi del cognato

SAN GIORGIO. Un malore improvviso in spiaggia, in un giorno di ferie, e per Maurizio Tiraboschi, 59 anni di San Giorgio di Nogaro, non c'è stato nulla da fare.

L'uomo – giovedì 17 giugno – si è improvvisamente accasciato sulla spiaggia della Brussa, nel comune di Caorle, colto da un malore fatale, probabilmente un arresto cardiocircolatorio, mentre stava passeggiando con il cognato Antonio Mammarella e la sua cagnetta Lizzy.

A nulla sono valsi i tempestivi soccorsi prestati da alcune persone e dal personale del Suem (Servizio urgenza ed emergenza medica dell'Azienda sanitaria), che altro non hanno potuto fare che constatarne il decesso. Maurizio lascia la sorella Maura e il cognato Antonio.

La salma, dopo che il magistrato ha dato il nulla osta per la rimozione, è stata trasportata alla camera mortuaria del cimitero di San Giorgio di Nogaro: i funerali si celebreranno sabato, alle 16, in Duomo a San Giorgio.

Come racconta ancora sconvolto per l'accaduto, il cognato Antonio, erano partiti verso le 6 del mattino in macchina verso la spiaggia della Brussa, luogo in cui Maurizio amava andare perchè i cani hanno libero accesso e quindi l'adorata Lizzy poteva giocare in libertà.

Avevano passeggiato a lungo lasciando Lizzy correre sull'arenile, quando, erano circa le 9.30, hanno pensato che era ora di rientrare. Maurizio ha espresso il desiderio di fumare una sigaretta prima di fare rientro a casa, si è chinato per prendere le chiavi della macchina e improvvisamente si è accasciato al suolo.

Soccorso dal cognato e da alcune persone, che hanno iniziato a praticargli un massaggio cardiaco e la respirazione, Maurizio però non dava più segni di vita. All'arrivo dell'ambulanza del Suem, l'uomo era già deceduto.

Ad Antonio l'ingrato compito di avvisare la moglie Maura, unica sorella di Maurizio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Portogruaro.

"Tutto è accaduto in pochi minuti - ricorda commosso Antonio -, non riesco ad accettare quanto accaduto. Oltre al dolore per la morte di quello che era un fratello per me, mi ha stretto il cuore vedere Lizzy. Aveva capito tutto e aveva gli occhi colmi di tristezza. Alcune persone l'hanno accarezzata e coccolata, ma lei aveva negli occhi il dramma di quello che era successo. L'abbiamo portata a casa e ora è con noi".

Maurizio Tiraboschi viveva in una laterale di via Università Castrense, a San Giorgio: lavorava in ospedale a Palmanova nel trasporto malati effettuato dalla ditta Minerva. Era una persona buona, riservata ma non schiva, con la passione per i cani.

Aveva molti amici e la stima dei colleghi e uno speciale rapporto con la sorella Maura, diventato ancora più forte dopo la morte dei genitori.

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