Abbinamento vino-cultura Bertiolo riparte dall’eccellenza

Da domani al 27 le degustazioni in cinque locali dopo la rinuncia ai chioschi Visite in chiesa alla mostra “Affreschi senza confini, dall’Istria al Medio Friuli”

BERTIOLO

«Un atto di coraggio e di speranza»: così è stata definita la 72esima edizione della Festa del vino, in programma a Bertiolo a partire da domani (e fino a domenica 27), dopo un anno di interruzione per pandemia. A presentare la manifestazione sono intervenuti nella sede udinese della Regione il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, il presidente della Seconda commissione consiliare per l’agricoltura Alberto Budai, il sindaco di Bertiolo Eleonora Viscardis, inoltre Marino Zanchetta presidente della Pro loco Risultive, associazione che è il perno della festa. All’incontro pure Valter Pezzarini, presidente regionale delle Pro loco, Tiziano Venturini per le Città del vino e Lodovico Rustico, che ha curato la valorizzazione degli affreschi di Bertiolo.


Il tradizionale connubio tra vino e cultura nella festa non poteva non sottolineare il recente restauro, sostenuto dalla Regione, degli affreschi nella chiesa del capoluogo, gioiello cinquecentesco che si potrà vedere dal vivo domani alle 17.30 all’apertura della mostra “Affreschi senza confini, dall’Istria al Medio Friuli”, per la regia dell’associazione Ad Undecimum di San Giorgio di Nogaro. Se quindi da una parte la 72esima edizione della Festa del vino si è imposta limiti di sicurezza, come la rinuncia ai chioschi, sostituiti da degustazioni in cinque locali del paese, dall’altra si allarga appunto alla sinergia di oltreconfine, premessa di futuri scambi turistici e reciproca valorizzazione enogastronomica.

La vetrina del buon bere e del buon mangiare, nonchè la promozione dei prodotti del territorio, sono i motivi che muovono l’impegno di Bertiolo e di quanti hanno supportato la kermesse, una delle prime a ripartire in Friuli.

«La Regione – ha detto Zanin – è sempre stata vicina a questa festa e alla mostra-concorso: oggi è particolarmente orgogliosa di celebrare il coraggio degli organizzatori, riusciti a organizzare l’evento: un bel segnale di ripartenza».

Non solo il ritrovarsi delle persone, ma l’importanza economica del prodotto vino è ciò che ha sottolineato Budai come «uno dei pilastri dell’economia agricola, che muove una grande quantità di scambi economici, anche attraverso il mondo della ristorazione».

Si registra una partecipazione in tono minore, ma comunque consistente per la tradizionale mostra-concorso, con 63 aziende che presentano 272 campioni di vino da tutte le zone Doc della Regione. «Le degustazioni, in collaborazione con Assoenologi, ha spiegato Viscardis – si svolgono all’Agristella di Sterpo, per maggiore distanziamento di sicurezza». Il sindaco ha infine sottolineato «altri momenti culturali, come la partecipazione della Filarmonica La prime lûs e il premio Vini Doc per un personaggio Doc: quest’anno è stato scelto don Alessio Geretti, ideatore delle mostre di Illegio, che sarà premiato domenica 27 giugno con la Lectio magistralis del prescelto e l’accompagnamento dei fratelli Sebastianutto in concerto». —

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