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Come si riconosce la “febbre da topo” e quali sono i sintomi, le raccomandazioni del medico: “Ecco quali precauzioni prendere”

GORIZIA. «Chi va a fare gite nelle zone oltreconfine interessate dall’escalation di casi di Hantavirus deve prendere precise precauzioni igieniche: non toccare nulla, lavarsi le mani con sapone, usare detergenti. E magari indossare anche la mascherina quando si va in bosco. Per infettarsi basta inalare la polvere con escrementi o saliva dei topi».

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La raccomandazione arriva da Ariella Breda, medico del Dipartimento di prevenzione dell’Asugi, nota anche per esser stata la prima persona vaccinata contro il Covid in Friuli Venezia Giulia lo scorso anno. L’Azienda è a conoscenza dell’invasione di topi nei boschi della Slovenia e sta monitorando con attenzione la situazione. Ed è pronta a intervenire nel caso in cui dovessero aumentare i sospetti all’interno del territorio della Venezia Giulia. «Manderemo un avviso ai medici di base affinchè non sottovalutino situazione ed eventuali sintomi - prosegue Breda -. Non dirameremo però alcun tipo di allerta sanitari anche perché dalla Slovenia non abbiamo ricevuto comunicazioni in questo senso. Per ora abbiamo registrato un solo questo caso importato. Si tratta appunto di un cittadino sloveno che abita a pochi chilometri dal confine e lavora per una ditta dell’indotto Fincantieri. L’uomo ci ha detto di essersi infettato per i tanti topi morti che portava a casa il suo cane». L’hantavirus, precisa il medico del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitario-universitaria giuliano isontina, «si manifesta con sintomi aspecifici» e può essere scambiato per coronavirus.

«Il problema è se il virus attacca qualcuno predisposto con malattie debilitanti - aggiunge Breda -. I sintomi sono simili al Covid, per la cura poi dipende che organi vengono attaccati. Il rischio più grave è l’insufficienza renale. Allora sì che si deve andare pesanti». Insomma in Asugi non c’è allarme, ma preoccupazione e guardia alta sì: «Raccomandiamo a tutti di proteggersi se si decide di andare in bosco nelle aree a rischio - conclude Breda - con pantaloni lunghi, non quelli corti, e le calze. E pulirsi bene poi al ritorno. È bene usare la mascherina in bosco. Ma forse meglio evitare quelle zone: piuttosto del bosco andiamo tutti al mare». 

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